Tra gaffe, silenzi imbarazzanti, disinformazione e sfilate di moda, ormai, Francesca Albanese sembra sempre di più un personaggio di Crozza.
Prima è comparsa sulla copertina della rivista di moda di lusso ‘Love Magazine’, indossando dei capi di marchi ritenuti dai pro-Pal vicino a Israele e presenti nelle liste dei boicottaggi.
Poi, ha detto ai cronisti del Giornale di non aver ‘seguito la faccenda’ del caso El-Koudri, autore della strage di Modena che ha causato un morto e sette feriti.
In questi giorni, infine, ha sostenuto che il termine ‘antisemitismo’, quando fu coniato, non indicasse specificamente l’odio contro gli ebrei, ma più in generale quello verso i ‘popoli semitici’ provenienti dal Medio Oriente. Aveva inoltre affermato che nei campi di concentramento gli ebrei destinati alle camere a gas venissero chiamati ‘musulmani’. Entrambe le ricostruzioni si sono rivelate essere non solo storicamente errate, ma veri fulcri della disinformazione complottista anti-ebraica.
Con le scuse e il passo indietro di oggi, finalmente, ha ammesso la sua totale incompetenza in materia. Che sia per impreparazione o per malafede, ha perso ogni tipo di credibilità e non è più degna di ricoprire il suo ruolo.
Si dimetta.
