A quarantasette anni dal feroce omicidio, ricordiamo Francesco Cecchin, un giovane di soli diciassette anni, un militante del Fronte della Gioventù animato da una passione politica pura, generosa e ideale, che ha pagato con il sacrificio supremo della vita l’amore per le proprie idee.
La sua morte, avvenuta nel giugno del 1979 dopo giorni di agonia a seguito di una brutale aggressione nel quartiere Trieste a Roma, rimane una ferita aperta nella storia della nostra Capitale e della nostra Nazione. Una ferita aggravata da una lunga e dolorosa assenza di giustizia piena sui colpevoli di quel vile atto.
In Commissione Cultura stiamo discutendo una Proposta di legge per istituire un Museo dedicato alle vittime del terrorismo. Ispirandoci ai grandi memoriali internazionali – come quello di Budapest – vogliamo offrire alle nuove generazioni un luogo di riflessione che tramandi la storia di quegli anni bui, affinché il sacrificio di ragazzi e Forze dell’Ordine diventi un monito perenne contro ogni forma di violenza ideologica e di odio politico che, purtroppo, sembra riaffiorare in taluni pericolosi contesti radicali ed estremisti.
Ricordare Francesco Cecchin, oggi, significa onorare il coraggio di una gioventù che non ha temuto di schierarsi e di testimoniare i propri valori.
