Marco Pannella ha combattuto, in tutta la sua vita politica, come un gigante.
Ha combattuto, prima di tutto, per la libertà, una religione che si faceva carne, digiuno e corpo.
Ha combattuto per il giusto processo, per il garantismo autentico – e il caso Tortora lo dimostra – per la dignità delle carceri, per la resistenza in Iran, per Israele, per Gaza, per il Tibet, per gli Uiguri e per l’autodeterminazione di tutti i popoli che soffrono, per i dissidenti in Russia, in Cina e in Turchia.
Ha combattuto per valori che noi riteniamo non negoziabili — sulla vita, sulla famiglia, sulle droghe — che ci hanno sempre diviso profondamente. Ma la politica, quella vera, sa riconoscere la grandezza oltre gli schieramenti.
È una eredità che raccogliamo con rispetto: la gioiosa voglia di confronto, la sacralità del dialogo tra diversi, il coraggio come stella polare.
Un esempio di “Satyagraha” che, come diceva Gandhi, non è resistenza passiva ma la forza più potente a disposizione dell’umanità.
Il mio intervento a questo link:
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Commemorazione alla Camera di Marco Pannella

Category: AttualitàNotizie
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