Il 16 aprile 1973 rimane una ferita aperta nella memoria della comunità nazionale, una data che ci impone di onorare il ricordo di Stefano e Virgilio Mattei, giovani vite spezzate dall’odio politico di Potere Operaio e della sinistra extra-parlamentare.
A distanza di decenni, il dolore per quella strage si unisce alla consapevolezza di una giustizia che non è mai stata realmente raggiunta. Nonostante i numerosi tentativi di riapertura delle indagini, nessuno ha pagato per quel crimine atroce, lasciando un vuoto istituzionale che offende la dignità delle vittime e dei loro familiari.
In quegli anni di piombo, la violenza politica veniva alimentata da una retorica disumana che pretendeva di legittimare l’omicidio in base all’appartenenza ideologica. Oggi ribadiamo la necessità di trasformare questa tragedia in un monito di unità nazionale.
Per questo motivo, è in corso d’esame in Commissione una proposta di legge fondamentale per istituire un Museo per le vittime del terrorismo – civili di tutti i colori politici e delle forze dell’ordine – che, ispirati ai grandi memoriali internazionali di New York e Budapest, possa trasmettere alle nuove generazioni la verità storica di quegli anni bui.
Dedicare i traguardi del presente alla memoria di Stefano e Virgilio significa garantire che il loro sacrificio non sia dimenticato e che la ricerca della verità resti un impegno solenne delle istituzioni.
