La sanzione di oltre 14 milioni di euro comminata da Agcom a Cloudflare rappresenta la conferma definitiva dell’efficacia della Legge 93/2023, di cui sono stato primo firmatario. Mi congratulo con il Presidente dell’Autorità Lasorella e il Commissario Capitanio per aver dato piena attuazione a una norma che non è solo un’avanguardia tecnica, ma uno strumento capace di produrre risultati sanzionatori concreti e senza precedenti.
Con questa legge – prosegue Mollicone – l’Italia ha varato la prima legge quadro in Europa in materia, ottenendo il plauso e le congratulazioni dei rappresentanti dei grandi network americani che guardano al nostro modello con estremo interesse. Il provvedimento contro Cloudflare, colpevole di non aver adottato le misure necessarie per disabilitare l’accesso ai contenuti illeciti segnalati tramite la piattaforma Piracy Shield, ribadisce un principio fondamentale: i fornitori di servizi devono essere responsabili e collaborativi nella difesa del diritto d’autore.
I dati confermano il successo di una battaglia di legalità che stiamo conducendo con determinazione: dal febbraio 2024 a oggi, grazie a Piracy Shield, sono stati disabilitati oltre 65 mila nomi di dominio e circa 14 mila indirizzi IP. La sanzione chiarisce che nessuno può sottrarsi al rispetto delle regole.
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Caro Andrea Stroppa,
Nessuno festeggia per la multa, anzi, avremmo preferito che la Agcom non fosse stata costretta a emetterla. Festeggiamo per il buon funzionamento della prima legge quadro in Europa – approvata dal parlamento italiano alla unanimità – contro la pirateria, che ha portato, da febbraio 2024 a oggi, grazie a Piracy Shield, alla disabilitazione di oltre 65 mila nomi di dominio e circa 14 mila indirizzi IP.
Segnalo, inoltre, che sono arrivati numerosi encomi direttamente da Mpa Association, l’associazione di categoria che riunisce le grandi piattaforme audiovisive americane e che abbiamo accolto più volte in Parlamento.
L’Italia è passata dalla blacklist per la pirateria digitale negli anni 90′ all’essere l’unica Nazione al mondo ad avere un ottimo sistema di difesa da questo tipo di irregolarità. Se Cloudfare avesse rispettato la legge – e non avesse ospitato siti pirati che lucrano sul lavoro delle aziende italiane – questo non sarebbe accaduto.
Pur da grande estimatore di Elon Musk – che considero il più visionario degli innovatori mondiali – penso che sulla difesa della creatività e sul contrasto alla pirateria digitale non si debba arretrare di un centimetro e non abbia nulla a che vedere con gli investimenti delle big tech Usa su cui sta collaborando il governo italiano.
Auspico che, in futuro, avrai più rispetto, da italiano, del Parlamento della tua Nazione e delle sue leggi, volte a tutelare proprio gli investimenti di cui parli.
Ti auguro uno splendido 2026 di innovazione nella legalità.
