Dopo il canto lirico e la via Appia Regina Viarum – come bene materiale nel 2024 – oggi diventa patrimonio culturale immateriale dell’Unesco la cucina italiana.
Questo riconoscimento conferma ancora una volta che i beni culturali materiali e immateriali sono uno strumento di soft power dell’Italia nel mondo.
È una vittoria del governo Meloni e del Parlamento – su cui hanno lavorato senza sosta il ministro Lollobrigida, il ministro Giuli e il sottosegretario Mazzi, in un’ampia alleanza con la società civile e la curatela scientifica del professor Pierluigi Petrillo, a cui vanno i nostri complimenti.
