Ieri sera a DiMartedì abbiamo assistito ad un processo di stampo sovietico in contumacia contro gli esponenti della maggioranza, il sottoscritto e i rappresentanti delle associazioni di rievocazione storica. Il conduttore Floris ha dimostrato un’arroganza, un razzismo culturale e un’ignoranza nel merito.
Il ‘giornalista’ non sa, o finge di non sapere, che in Italia esiste, da più di un anno, una legge – la 152 del 2024, di cui sono primo firmatario, e che è stata approvata da tutto il Parlamento, opposizioni comprese – che riconosce la rievocazione storica quale componente fondamentale del patrimonio immateriale nonché come politica di valorizzazione dei beni culturali.
Ma, ancora più grave, è non sapere, o fingere di non sapere, che i gladiatori davanti al Colosseo sono abusivi, rappresentano un fenomeno criminogeno e, di certo, non prendono neanche un centesimo dal Governo. Ha denigrato tutti coloro che – e sono più di 1500 in tutta Italia tra Comuni, di centrodestra e centrosinistra, e associazioni – fanno attività di rievocazione, con passione e competenza, producendo turismo destagionalizzato, economia locale e valorizzazione dei beni culturali.
Floris, invece di documentarsi e approfondire, ha preferito sparare a zero contro uno dei rappresentanti più autentici, popolari e ‘pasoliniani’ – autore di cui la sinistra si vanta di leggere i libri e apprezzare i film – delle associazioni delle rievocazioni storiche in Europa, facendogli, persino, il verso. È l’ennesima dimostrazione che la sinistra odia la cultura popolare – ma anche alta – come la rievocazione storica, che riempie le piazze e i musei riscuotendo grande successo. La sinistra, in sostanza, odia il popolo.
Consigliamo a Floris di documentarsi, di trasmettere le immagini reali con migliaia di persone che partecipano agli eventi di rievocazione e di non limitarsi a un’intervista ripresa in conferenza stampa o, come ha fatto Report, estorta in un piccolo evento a porte chiuse.
Sarà mia cura mandargli la legge 152 del 2024, insieme ad una camicia button down che gli farà fare una bellissima figura nei circoli radical chic di New York.
