Paolo Asti ha saputo costruire un romanzo che non si limita a intrattenere, ma interroga, sollecita, invita a non dimenticare. Per questo voglio esprimergli, anche a nome della Commissione che rappresento, un ringraziamento sentito. Il nostro compito, come rappresentanti delle istituzioni, è quello di riconoscere, sostenere e valorizzare la produzione culturale contemporanea, soprattutto quando essa si pone l’obiettivo di contribuire alla costruzione di una memoria comunitaria.
Il romanzo di Paolo Asti non è solo un’opera narrativa. È un esempio concreto di come la letteratura possa e debba farsi strumento di elaborazione storica, di esplorazione critica del passato, di analisi delle fratture ancora aperte nella nostra società. AQUA è un’opera che parla al presente, ma lo fa riattraversando alcuni dei momenti più oscuri e controversi del secondo dopoguerra italiano. Dal rapimento di Emanuela Orlandi alla Banda della Magliana, passando per le trame vaticane, il ruolo dei servizi segreti e il mondo dell’arte, il romanzo intreccia in modo originale elementi di finzione e riferimenti reali. Sostenere opere come questa significa, per noi, ribadire il valore della cultura come strumento di indagine e come veicolo di libertà. AQUA si distingue inoltre per una caratteristica che riteniamo centrale nella produzione culturale contemporanea: la capacità di contaminare linguaggi, di intrecciare codici differenti. In questo romanzo convivono letteratura, musica, arte, cronaca e cinema. Un approccio multidisciplinare che riflette il modo in cui le nuove generazioni fruiscono e producono cultura oggi.
Come Commissione Cultura abbiamo il dovere di promuovere questa contaminazione virtuosa, che non è dispersione, ma al contrario costruzione di un nuovo ordine espressivo. Un ordine che rispecchia le complessità della società contemporanea, e che può rappresentare un ponte tra la cultura tradizionale e i linguaggi innovativi. Ringrazio ancora Paolo Asti per il contributo che ha dato con questo libro, e tutti gli intervenuti oggi per il loro impegno nel promuovere la cultura italiana. Continuiamo a sostenere la narrativa che fa pensare, che sfida, che accende interrogativi.
