Al Ministero della Cultura con le associazioni di categoria degli editori e dei librai per la presentazione dell’indagine Ipsos sulla pirateria libraria, che crea danni per 705 milioni di euro all’anno e 4.900 posti di lavoro. In sede di approvazione della legge contro la pirateria digitale, ho voluto estendere la norma anche a chi compie questo reato per i prodotti editoriali e non solo sportivi e audiovisivi. Abbiamo varato una vera e propria legge quadro contro la pirateria. Per verificare cosa ha funzionato, cosa va migliorato e cosa va accelerato abbiamo convocato Agcom, che è l’attore protagonista per la lotta alla pirateria, in audizione in Commissione. Dobbiamo continuare a difendere con forza il valore degli autori, degli editori, dei distributori, delle librerie e di tutti coloro che lavorano nella filiera.

Per un approfondimento, ecco il mio intervento:

La traduzione in valori della pirateria digitale è impietosa. Meno 12 mila posti di lavoro, 7 persone su 10 pensano che sia improbabile essere puniti per un atto di pirateria. I dati però vanno anche “raccontati”. La pirateria digitale si nutre della scarsa consapevolezza dei cittadini che non hanno piena coscienza dei danni enormi provocati da questa attività illegale. E’ un reato che mette a rischio migliaia di posti di lavoro, viola il diritto di proprietà intellettuale e vanifica lo sforzo creativo nei settori giornalistico, sportivo, cinematografico, delle pubblicazioni editoriali, della musica. E ogni atto di pirateria limita lo sviluppo del mercato legale. Per questo il Parlamento è intervenuto, con celerità e unanimità, con la legge 93 del 2023.
Il testo della 93/2023 tutela la proprietà intellettuale ed i relativi soggetti coinvolti – imprese, autori, artisti e creatori – promuovendo forme di responsabilizzazione nei confronti degli intermediari ed utenti di rete, salvaguardando i diritti alla segretezza delle comunicazioni e promuovendo la libertà di espressione e di informazione.
Siamo intervenuti su due piani. Innanzitutto, abbiamo modificato la legge 633 del 1941 e il codice penale, e introdotto misure per il contrasto della pirateria cinematografica, audiovisiva o editoriale. Viene inserito fra le condotte punite con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa fino a 15 mila euro un atto di pirateria che colpisca un’opera dell’ingegno, che sia essa cinematografica, audiovisiva o editoriale.
Ma all’enforcement bisogna garantire la sensibilizzazione. Bisogna spiegare che scaricare dalla rete illegalmente libri e articoli di giornale è un disvalore sociale e significa colpire un pezzo di libertà degli altri. La legge nasce anche per tutelare gli stessi cittadini dal reato di violazione del diritto d’autore.
Con l’obiettivo di sensibilizzare e consapevolizzare, la legge 93/2023 ha stabilito che il Ministero della cultura, si coordinerà con l’AGCOM, le organizzazioni di categoria più rappresentative ed i gestori di sistemi di messaggistica istantanea, al fine di organizzare campagne di informazione, nonché iniziative nelle istituzioni scolastiche secondarie, incentrate sul valore della proprietà intellettuale per contrastare la diffusione illecita e la contraffazione dei contenuti tutelati dal diritto d’autore. C’è stata già una campagna del dipartimento dell’editoria e presto inizieremo un percorso più ampio coinvolgendo anche il settore dell’informazione direttamente, quindi con campagne sui giornali.
Chi si serve di servizi pirata, non ha capito che nulla viene dato gratuitamente. I pirati si cibano dei dati degli utenti. La prossima settimana inizieremo in commissione Cultura un percorso di monitoraggio sull’attuazione della legge, per migliorarla – e che amplieremo anche nel contrasto tramite alle forme di tecnologia più avanzata, come le VPN.
Dobbiamo difendere con forza il valore del lavoro di autori, editori, distributori, librerie, biblioteche, traduttori, e di tutta la filiera della carta perché costituisce un patrimonio culturale inestimabile.
Sono operative Carta Cultura Giovani e Carta del Merito, meccanismi anch’essi di incentivazione ai consumi culturali e all’acquisto dei libri e dei quotidiani. E anch’esse le monitoreremo per migliorarne l’applicazione.
Abbiamo stanziato nel 2023 30 milioni per gli acquisti delle biblioteche e 11 milioni di tax credit librerie. 6 milioni al Cepell per incentivare i piccoli editori e 4 milioni per il Piano nazionale della lettura – che si sta rivelando un successo come testimoniano i dati del monitoraggio annuale. I contributi alle biblioteche non statali e il Fondo per la promozione della lettura, della tutela e della valorizzazione del patrimonio librario, i contributi per le pubblicazioni periodiche di elevato valore culturale, i crediti d’imposta sulla carta, sono interventi fondamentali che verranno messi meglio a sistema attraverso il disegno di legge sul libro. Abbiamo razionalizzato in legge di bilancio i contributi a favore delle istituzioni scolastiche per l’acquisto di abbonamenti a quotidiani, proprio per incentivare alla lettura.
Col comitato consultivo sul diritto d’autore, qui rappresentato da Sica, inizieremo anche a “mettere a punto” le previsioni della direttiva Copyright e inizieremo a lavorare sull’applicazione dell’IA Act non appena avrà terminato il proprio iter. La lettura – vorrei sottolinearlo – è una luce morale e l’acquisto di libri e giornali va incentivato e sostenuto.

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Sulla pirateria libraria da Parlamento rapido intervento per combatterla

Category: evidenzaNotizie
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