Un inasprimento delle pene per chi compie violenza contro gli insegnanti, il riconoscimento della rievocazione storica, una nuova regolamentazione del rapporto tra pubblico e privato nei beni culturali e , tra i tanti, anche una proposta sulla regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale. A breve ricominceranno i lavori parlamentari e sono tanti i provvedimenti di cui si dovrà occupare la Commissione Cultura della Camera e l’Aula.

Negli scorsi mesi, moltissime leggi sono arrivate in Aula con votazioni trasversali e la rapida approvazione all’unanimità in prima e seconda lettura della legge sulla pirateria digitale è simbolo della capacità di sintesi del Parlamento. Nella programmazione di settembre dovremo approvare in prima lettura in Aula i provvedimenti licenziati dalla commissione come la Pdl Sasso sull’inasprimento delle pene per chi compie violenza contro gli insegnamenti e la Pdl Schifone sull’istituzione della settimana nazionale sulle materie Stem. In Commissione, invece, uno dei primi provvedimenti che esamineremo e a cui tengo particolarmente è quello sul riconoscimento della rievocazione storica, in cui è presente anche un testo a mia prima firma. E stiamo presentando una proposta di legge per regolamentare il rapporto tra pubblico e privato nei beni culturali istituendo un circuito, Italia in Scena, così da garantire una gestione non solo più qualitativa, ma anche più efficace, efficiente e sostenibile dal punto di vista economico-finanziario degli istituti, dei luoghi della cultura e dei beni culturali di pertinenza pubblica. Tra i lavori avviati c’è anche l’indagine conoscitiva sull’impatto della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica sui settori di competenza della Commissione.

Le indagini conoscitive sono strumenti parlamentari di ricognizione e analisi per aiutare il legislatore a innovare la legislazione. Dall’indagine conoscitiva sui lavoratori dello spettacolo è nata l’indennità di discontinuità, istituita grazie al governo Meloni. Allo stesso modo dall’indagine conoscitiva sulI’innovazione nella cultura vogliamo dare risposte. La polisensorialità, ad esempio, va saputa gestire: non va messa né in antitesi alla formazione umanistica, né va resa alternativa alla formazione classica, ma deve essere approfondita, conosciuta, studiata. Con l’indagine conoscitiva sull’innovazione nei settori di competenza della Commissione stiamo lavorando in questo senso. E’ la risposta del Parlamento ai problemi della contemporaneità e all’impatto delle transizioni gemelle legate all’innovazione. La scorsa legislatura la VII commissione aveva iniziato un’indagine conoscitiva sugli NFT, poi bloccata dallo scioglimento anticipato della legislatura e ora occorre prevedere strumenti normativi adeguati per proteggere il patrimonio rispetto a uno sfruttamento illecito a mezzo della tecnologia blockchain e all’interno del Web. Il Metaverso, poi, si sta confrontando con il mondo dei beni culturali, della comunicazione, dello spettacolo, della moda. Dovremo anche approfondire rischi e opportunità della fruizione virtuale del patrimonio culturale, strumento utile ma che non potrà mai sostituirsi alla realtà. 

La Commissione si è anche occupata delle tematiche connesse all’intelligenza artificiale. Se l’uso di un’IA non necessariamente si traduce nella dipartita dell’arte, è però innegabile che il suo abuso smodato possa creare disagi a molteplici categorie creative e culturali. Dobbiamo pretendere che le nuove tecnologie, l’intelligenza artificiale e gli algoritmi dichiarino effetti positivi e negativi. Il posizionamento di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo sull’IA Act deriva proprio da questo. Non demonizzare l’applicazione delle tecnologie di intelligenza artificiale, ma regolamentarle nella propria applicazione. Continueremo a tutelare il diritto alla creatività e al termine dell’indagine conoscitiva il Parlamento esprimerà una propria proposta.

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Dall’IA alla tutela dei docenti, cosa faremo

Category: Notizie
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