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S.o.s. cultura. E’ quanto si paventa per i prossimi anni nell’intero comparto, a causa dei limiti di spesa imposti ai Comuni e agli altri Enti Locali dalla manovra del Governo. Infatti già dal 1 gennaio prossimo si calcolano effetti devastanti per l’intero settore culturale, in quanto si potrà spendere in mostre e altre attivita correlate un massimo del 20% di quanto speso nel 2009, ovvero  ci troveremo di fronte a un taglio di circa l’80 per cento. Questo significa che ogni attività di promozione sarebbe di fatto preclusa e luoghi come il Palaexpò, il Macro  o le Scuderie del Quirinale, che grande affluenza di pubblico hanno registrato nella stagione passata, smetteranno di funzionare. Nello specifico a Roma ci sono ben venti spazi espositivi gestiti dal Comune di Roma, che se dovessero seguire alla lettera quanto detto dalla manovra Tremonti, ne soffrirebbero molto, basti pensare che non si potrebbero più organizzare mostre di grande rilievo come quella di Caravaggio , che grande successo ha riscosso nei media. Come sottolineato anche dal sindaco Alemanno, nella manovra é contenuta una norma che é troppo rigida nei confronti delle grandi istituzioni culturali, non é una questione di soldi ma di regole che sostanzialmente rendono difficile promuovere mostre e attività. Come presidente della commissione Cultura del Comune di Roma mi sento chiamato in causa, visto i grandi sforzi che l’Amministrazione comunale porta avanti per poter offrire alla cittadinanza degli appuntamenti culturali di grande rilievo, pensiamo ad esempio alla mostra Michelangelo architetto, che ha riscosso grande affluenza di pubblico nella passata stagione. Voglio pensare che probabilmente sarà stata una svista o un eccesso di rigorismo, ma costringere gli enti culturali che propongono avvenimenti ed esposizioni a tagliare del 20 per cento il loro budget, é un vero e proprio errore. Personalmente credo che quando c’é crisi, e quello che stiamo vivendo é sicuramente un momento di difficoltà, occorra rilanciare in cultura e servizi, non tagliarli. La cultura infatti, coincide con la qualità della vita, e la percezione dei cittadini é proprio questa. Al di là dei servizi sociali, che tutti giustamente si impegnano a tutelare, in realtà il buon vivere per la maggior parte delle persone corrisponde proprio a un offerta culturale adeguata. Tagliare alla cultura significa infatti gettare un’ombra sulla qualità di vita dei cittadini, obbligandoli a vivere in maniera peggiore.

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I tagli alla cultura sono un errore

Category: Notizie
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