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Ieri si è svolto un grande evento a Roma, presso il bel proscenio dell’Ara Pacis, tutto interamente dedicato al pittore futurista Giacomo Balla. Una piccola rivincita mediatica per il grande artista, che sebbene di nascita torinese visse gran parte della sua vita a Roma. Ieri infatti alla presenza del presidente della Repubblica Napolitano e del sindaco di Roma Alemanno, è stata esposta la più grande opera mai realizzata dall’artista, circa tre metri per quattro, visibile fino al 31 gennaio su una parete di fronte all’antico altare, ben visibile anche esternamente dalla strada. Il celebre olio su tela d’arazzo intitolato “Genio futurista”, fu esposto da Balla in una delle più importanti mostre del Novecento, la celebre Exposition des Arts Décoratifs di Parigi del 1925, che segnò il gusto di un’epoca. Un lavoro straordinario di stampo astratto, che gioca con il rosso, il bianco e il verde su un fondo blu e azzurro, da cui si intravede una schematica figura d’uomo con testa a stella. Promotrice di questa importante iniziativa, nonché proprietaria dell’opera, la stilista Laura Biagiotti, che ha creato una fondazione custode di un notevole numero di opere del pittore. L’occasione della presentazione di questa opera, ha permesso di fare due annunci importanti da parte dell’Amministrazione capitolina, nello specifico dell’Assessorato alla Cultura, per due iniziative che dovrebbero realizzarsi in tempi brevi, la prima di un museo Balla e del futurismo romano con opere di collezioni comunali, la seconda inerente la casa di Balla in via Oslavia, piena di mobili e oggetti di creazione dell’artista, vincolata e di proprietà degli eredi, che dopo attenti restauri e catalogazione archivistica, potrà essere aperta al pubblico.

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Il “Genio futurista” si svela all’Ara Pacis

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