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Credo che nessuna squadra abbia mai rappresentato per il calcio tutto ciò che è riuscito al Grande Torino. Per un’Italia che usciva da anni difficili, reduce da una guerra persa, poca credibilità internazionale circondava il nostro Paese, e furono proprio le gesta di grandi sportivi come Consolini, Bartali e appunto il Grande Torino a rimetterci all’onore del mondo. Possono sembrare parole esagerate, ma per chi ha vissuto quegli anni e per chi ama lo sport, non lo sono. I granata, guidati dal capitano dei capitani, Valentino Mazzola, hanno record  strabilianti e irripetibili. E ieri, nel giorno in cui sono ricorsi i sessant’anni della tragedia di Superga, il ricordo del Grande Torino e di chi drammaticamente perse la vita quel 4 maggio 1949, è ancora vivo nella nostra memoria nazionale. Una squadra di campioni, diventati miti immortali, che ha lasciato una traccia indelebile nella storia dello sport italiano. Calciatori leggendari che ancora oggi rappresentano un esempio massimo di passione per il calcio, da raccontare alle nuove generazioni per riscoprire il valore di questo sport, spesso piegato dagli interessi economici.  Ieri come presidente della commissione Cultura, insieme al Delegato del sindaco per lo Sport, Alessandro Cochi, ho reso omaggio alla targa dedicata alla squadra granata, affissa nella tribuna d’onore centrale dello Stadio Flaminio, per non dimenticare una squadra di grandi uomini e campioni, che entrano di diritto nella leggenda dello sport.

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Grande Torino, i sogni non muoiono mai

Category: Notizie
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