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Oggi si è svolta nell’aula Giulio Cesare una cerimonia per il primo anno di Gianni Alemanno alla guida del Campidoglio. Ogni assessore ha esposto quanto fatto nel corso dell’anno nel settore di competenza, snocciolando le cifre dei provvedimenti realizzati. Il 28 aprile 2008, dopo il voto di ballottaggio, l’allora candidato a primo cittadino del Pdl Gianni Alemanno, si affermò sul concorrente del centrosinistra Francesco Rutelli, e Alemanno fu poi proclamato ufficialmente sindaco due giorni dopo, il 30 aprile, quando l’ufficio elettorale centrale presso il Tribunale, concluse ufficialmente le operazioni di conteggio dei voti. Alemanno ottenne 783.725 voti pari al 53.66 per cento, mentro lo sfidante Rutelli totalizzò 676.850 preferenze ovvero il 46.34 per cento. Un anno dopo l’affermazione alle elezioni, l’Amministrazione comunale tira le somme su quanto fatto. Dall’elaborazione del piano di rientro dal debito alle stabilizzazioni dei precari, dalla riforma del trasporto pubblico locale al piano nomadi, dal patto per Roma sicura alla revoca dell’appalto Romeo con contestuale incremento dei fondi per la manutenzione stradale, dall’approvazione della legge per Roma capitale allo stop al parcheggio del Pincio con l’elaborazione del piano parcheggi, dal sostegno alle famiglie con la carta bimbo agli investimenti per le metropolitane, dalle ordinanze anti-prostituzione e anti-degrado al calo dei reati, tanti impegni promessi e mantenuti. Un’avventura irripetibile, ma anche il frutto di tanti sforzi e proponimenti che hanno portato ad una vittoria ancora più grande nel suo valore specifico.

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Alemanno, il primo anno di cambiamento

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