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(ANSA) – ROMA, 24 GIU -‘Non possiamo che sostenere l’azione del sindaco Alemanno e del Comitato Provinciale per la sicurezza’ lo dichiarano in una nota Federico Mollicone, consigliere comunale e componente della commissione sicurezza (Pdl) e Stefano Tozzi, capogruppo del Pdl in I Municipi, dopo la maxi operazione anticontraffazione messa in atto a Roma dalla Guardia di Finanza.
Per i due esponenti della Pdl la sicurezza, come risulta delle segnalazioni dei residenti, e’ una priorita’ di intervento nel centro storico e del rione Esquilino in particolare. Nello specifico – prosegue la nota – le ordinanze antibivacco e anticontraffazione serviranno a colpire, in questa prima fase, il circuito utilizzato dal racket per distribuire la merce falsificata. Una delle centrali, come si sa, e’ proprio il rione Esquilino. Siamo certi – concludono Mollicone e Tozzi – che l’operazione messa in campo attraverso una task force interforze prevedra’ una maggiore presenza di forze dell’ordine a piazza Vittorio e nelle piazze critiche degli altri rioni, come Santa Maria in Trastevere, Campo de’ Fiori e largo Argentina’.

 

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 “Fa dovere et no temere” così è scritto in un bassorilievo medievale incluso nella parete in aula Giulio Cesare . Un caso, un segno. Un monito e un auspicio. Inizia così il primo giorno di scuola in aula Giulio Cesare. Parenti, amici e sostenitori, insieme ai giornalisti, affollano la platea. Si votano il Presidente e i vice Presidenti (Pomarici, Piccolo e Coratti). Primo colpo di scena. Monica Cirinnà, già consigliera delegata per gli animali e designata, ma non votata, alla vicepresidenza del consiglio. Chi di pari opportunità colpisce poi ne perisce. A lei l’ironica solidarietà dei soliti maschilisti del PDL per il duro colpo inflitto dagli insoliti maschilisti democratici. Si dice che il Tapiro d’oro sia in arrivo. Il Sindaco Alemanno procede con la relazione, intervendo come sempre a braccio con sicurezza e piglio sicuro. Tanti gli argomenti dalla solidarietà, alla sussidarietà passando per la sicurezza e la legalità e il contrasto all’accattonaggio minorile e alla contraffazione…

ecco un lancio stampa sulla giornata

ROMA: MOLLICONE (PDL), GIORNO STORICO IN CAMPIDOGLIO DOPO ANNI DI OPPOSIZIONE =

Roma, 26 mag. – (Adnkronos) – “Per il Centrodestra e’ un’emozione, dopo anni di impegno nel territorio e di opposizione, avere la responsabilita’ di amministrare la citta’ e in questo giorno storico per il Campidoglio faccio i miei piu’ sinceri auguri al sindaco alemanno“. Lo dichiara Federico mollicone consigliere del Pdl al comune di Roma riguardo al consiglio comunale che si e’ tenuto oggi in Campidoglio. “I romani confidano in noi – continua mollicone – per un nuovo rinascimento e non possiamo permetterci di sbagliare.

“Inoltre – conclude mollicone – esprimo solidarieta’ all’esponente del Pd, Monica Cirinna’ per la mancata elezione alla carica di vicepresidente dell’aula. E’ evidente che e’ stata tradita dai ‘profeti’ delle pari opportunita’. Urge un tapiro d’oro”.

 

 

 

Questa volta è andata ancora meglio di Ballarò. Alemanno era tranquillo, sicuro di sé, senza quel riflesso di sudore che poteva essere scambiato per ansia psicologica o stato di difficoltà. Rutelli sembrava avesse messo il disco di Ballarò, ma ci ha pensato Mentana a fargli cambiare musica. E non sono bastate le solite figurine con i cantieri iniziati in ritardo (di opere finanziate dal passato governo Berlusconi) a mettere il difficoltà un Alemanno particolarmente serafico e, finalmente, chiaro nelle risposte ( talvolta per la passione tende a mangiarsi le parole). Vittoria netta per Gianni. Unico appunto: sapendo che Rutelli avrebbe ritirato fuori le “figurine” che ci voleva a farsi preparare dallo staff dieci foto di opere incompiute o fallite? Ora ai seggi l’ardua sentenza.

Qui sotto la cronaca del Corriere sull’incontro…

 SCAMBIO DI ACCUSE SUL CONSIGLIERE PRO OCCUPAZIONI «TARZAN» E SUI RAPPORTI TRA IL PDL E STORACE

Rutelli-Alemanno, match sulla legalità

Il candidato del Pd: voi avete fatto entrare i romeni. Il rivale del Pdl: si caccia chi viola le regole

 

ROMA – «Tu, caro Alemanno, dipingi la nostra città cupa, nera, come se fosse il Bronx». «No, Rutelli, io sento che cosa mi chiede la gente. E i romani chiedono di vivere tranquilli nella propria città. Senza paura di uscire di casa».

Il faccia a faccia in tv a Matrix, ultimo atto della campagna elettorale per il Campidoglio è partito dal solito tema: la sicurezza, il degrado. Davanti a Enrico Mentana i due candidati, rispetto alla sfida di Ballarò di martedì, sono arrivati più battaglieri. Quasi incattiviti. Armati di fogli e ritagli di giornale per rinfacciarsi promesse non mantenute. Fair play? No, grazie. Alemanno ha denunciato una campagna diffamatoria nei suoi confronti, Rutelli ha rinfacciato al rivale di voler fare la vittima e ha rivendicato i successi di 15 anni di giunte di centrosinistra: «Posti di lavoro, nuove linee del metrò, nuova Fiera di Roma». Alemanno ha invece bocciato come «fallimento storico le giunte Rutelli e Veltroni. L’unico effetto positivo del buonismo è che c’è meno contrapposizione ideologica a Roma, più dialogo fra le parti. L’aspetto negativo di questo buonismo è che nel Mediterraneo si è sparsa la voce che a Roma chiunque arriva può fare quello che gli pare». Poi si è entrati nelle alleanze politiche.

«Voi siete legati a Tarzan (Andrea Alzetta, teorico delle occupazioni) e con la sinistra radicale che non vi fa governare, tanto che Veltroni non li ha voluti nel Pd», ha attaccato Alemanno. «E voi avete Storace, Rauti e anche gli occupanti di estrema destra», ha replicato Rutelli, ricordando «gli episodi di corruzione nella sanità in Regione che hanno riguardato assessori di An, di Forza Italia». «Nella giunta Marrazzo c’è un certo Dalia, condannato per tangenti negli anni Ottanta», ha ribattuto Alemanno. Ed è seguito un vivace scambio di accuse. Rutelli: «Voi avete fatto entrare troppi immigrati». Alemanno: «Non è colpa nostra, vogliamo cacciare chi infrange la legge». Rutelli ha rilanciato la proposta di aiuti economici alle famiglie in difficoltà per aver contratto mutui a tasso variabile: «Le risorse saranno reperite attraverso risparmi di spesa». «Promessa insostenibile, meglio che se ne occupi il governo », ha commentato Alemanno. Il botta e risposta si è spostato su Alitalia, sui poteri speciali di Roma capitale. E a mezzanotte microfoni spenti. Appuntamento alle urne.

Paolo Foschi 

 

 

Ecco la cronaca del duello televisivo Alemanno/Rutelli fatta dall’amico Luca Telese…che dire mi è sembrato un duello duro, diretto senza esclusione di colpi…Rutelli era più impegnato a cercare l’inquadratura giusta, consapevole della sua maggiore “telegenia”, che a spiegare perché prima ha lasciato Roma dopo soli due anni dalla sua ricandidatura e ora vuole ripresentarsi…quanto a Gianni credo sia andato bene, ma deve controllarsi di più, sudare di meno per non sembrare in difficoltà e ostentare maggiore  tranquillità e serenità…ma si capisce sono giorni roventi e tutti stiamo vegliando il sogno di conquistare Roma per la prima volta…ps carino il giro in botticella vero?

Roma – Si incontrano nei camerini alle 19.40, e la cordialità fra loro dura solo un attimo: stretta di mano, sorriso, «come stai?», chiede Francesco Rutelli, «Uh, bene», risponde Gianni Alemanno. Solo un’ora dopo, nella diretta di Ballarò, in uno studio arroventato dalle luci e dalla tensione, il fair play cede il posto allo scambio dei colpi: «No, tesoro? Ora parlo io!», grida Rutelli. «Tesoro mai…!», replica Alemanno.

Già alla prima domanda, si precipita nel tema più dolente e tragico della campagna elettorale, Rutelli vince a testa o croce il diritto di scegliere se parlare per ultimo o per primo, sceglie di concludere, e allora è Alemanno che sfodera una copia del Messaggero: «Roma ferita e stuprata». Attacca subito il candidato del centrodestra: «Se vinciamo noi, cose così non devono più accadere» e poi, presentando la sua tesi: «Questa amministrazione, non dà garanzie rispetto alla sicurezza in questa città». Rutelli cerca di tenere botta, in un primo momento, non risponde sul tema, dice che vorrebbe una politica bipartisan, ripete «da ministro sono stato due volte a Milano a sostenere la candidatura di quella città all’Expo». Poi, nella chiusura del primo intervento: «… ovviamente c’è il problema della sicurezza dei cittadini». Ma Alemanno incalza: «Per anni avete detto che Roma era sicura, e che erano i romani a percepire l’insicurezza».

 

In camerino Rutelli era arrivato con una caterva di documenti: «Le cartuccelle mi servono…». Alemanno, dal suo dossier, a un certo punto, sfodera persino le agenzie con le dichiarazioni del sindaco nel ’94 sui campi nomadi. Il politicamente scorretto irrompe in scena alle 20, sotto forma di una battuta sarcastica di Rutelli: «… non vorrei tralasciare il fatto che con un significativo lapsus, Alemanno ha parlato delle colonnine Ss invece delle colonnine Sos!». Allora Alemanno sbotta: «Io non devo fare lapsus ma tu non devi fare battute cretine». Passano due minuti, e gli animi surriscaldati divampano ancora sul tema della sicurezza. Qui è Rutelli, che prova a sorpassare a destra Alemanno, con la sua proposta choc: «Mi avrebbe fatto piacere, che di fronte a un’idea come quella di mettere un braccialetto, o un altro dispositivo di sicurezza, o un servizio attraverso il telefonino, alle donne della città per permettergli di segnalare delle eventuali aggressioni, il centrodestra avesse risposto in modo costruttivo, e non con un no pregiudiziale». È il candidato del centrodestra qui che parte in contropiede: «Lo dico chiaramente, questa idea non mi piace. Mi pare assurda l’idea di mettere alle nostre donne un burqa elettronico. Così come non mi piace per nulla l’idea delle ronde…». Rutelli scalpita: «Non ti piace?». Alemanno alza la voce: «No, non mi piace l’idea della sicurezza Fai-da-te. È sbagliato. È una cattiva idea!». Floris chiede perché. Alemanno spiega: «Le donne e i soggetti deboli, i bambini, gli anziani, non possono essere tutelati in questo modo. La sicurezza non è solo un problema di ordine pubblico, è un problema sociale. Infatti, colpisce soprattutto i più deboli. Quelli che non possono permettersi – conclude il candidato del Pdl – l’allarme, o la porta blindata». L’ultimo blocco sulla sicurezza si fa infuocato, si parla di espulsioni. Rutelli: «Noi abbiamo espulso 280 extracomunitari, voi, con il governo precedente, ne avete sanati 700mila!». Poi, cerca di uscire dall’angolo del ring rivolgendosi a Floris: «Poi, magari, smettiamo di parlare solo di questo?». Alemanno esclama: «No, senza sicurezza non si può fare altro». Allora Rutelli si arrabbia: «L’altra volta avete vinto, non avete combinato nulla». 

Lo studio si infiamma, la platea di figuranti sommerge di applausi, alternativamente entrambi i contendenti. Alemanno attacca ancora: «Ma come fate a vantarvi di 280 espulsioni. È ridicolo. Io dall’inizio della campagna elettorale, ho chiesto 20mila allontanamenti». Rutelli con un sorriso: «Allontanamenti o espulsioni?». Alemanno: «Allontanamenti, mi sono autocorretto». Anche Rutelli, ha una «cartuccella», un ritaglio della Padania: «Guarda che roba, nella pagina delle lettere, c’è il Colosseo trafitto da una spada? Subite la Lega, il vostro primo obiettivo è togliere qualcosa a Roma». Il candidato del Pdl quasi grida: «Tu hai un problema più grosso del mio, ti aggrappi a Bossi per nascondere un fallimento storico. La metro C è stata finanziata dal governo del centrodestra all’82 per cento. Il vero problema è che il vostro gruppo di potere, prometteva di risolvere i problemi di questa città e non lo ha fatto».

Sempre sul Carroccio c’è l’affondo di Rutelli sul tema Alitalia: «Oggi la Padania scrive: “La lega vince, Air France vola via”. A chi la volete dare Alitalia? Ai russi? Oggi Alitalia vale meno perché voi, quando eravate al governo, avete fatto non una politica industriale ma una divisione tra Malpensa e Fiumicino che ha portato la compagnia di bandiera vicina al fallimento. Ma dove sta la cordata italiana di cui parlavate?». S’infervora Alemanno: «Noi riteniamo che si può costruire una cordata italiana». E poi, alzando il tono di voce: «Non si può svendere Alitalia. Alitalia, Rutelli, capito? Italia, Italia, Italia».

 

Saltano tutti gli schemi, le cartelline si chiudono, finisce con i due candidati che si
azzannano in un corpo a corpo dialettico. Molto politicamente scorretto. Ma la democrazia è questa.
 

Nell’ ambito del consiglio del I municipio è stato approvato a sorpresa il piano sicurezza per il rione Esquilino che era stato la causa dell’interruzione del “consiglio aperto” svoltosi nei giorni scorsi nel rione.

 

La sconfitta della maggioranza Lobefaro, maturata grazie all’astensione di Rifondazione comunista dimostra 2 cose: in primis che, nonostante il brutale omicidio di Tor Di Quinto, Veltroni e i suoi non vogliono percorrere la strada che porta a maggiore sicurezza e controllo del territorio per pregiudizio ideologico. In secondo luogo che l’opposizione ha ottenuto un successo importante battendo il centrosinistra di Lobefaro .

 

Ora invieremo il testo del piano approvato al prefetto e al sindaco affinché sia garantita esecutività di questo atto istituzionale.

 

Le misure più salienti del piano per l’Esquilino proposto da Alleanza Nazionale, e sostenuto da Forza Italia, prevedono in particolare:

 

  • La creazione di una task force interforze da estendersi anche al resto del centro storico con un presidio degli operatori della sicurezza a scopo preventivo nelle principali piazze e aree verdi del rione ( Piazza Vittorio, Piazza Manfredo Fanti e Piazza Dante…) ;

  • Un censimento del commercio del rione sulle base delle delibere di tutela approvate in consiglio e la chiusura delle sale giochi e delle altre attivata non in regola dal punti di vista merceologico e della tutela del lavoro minorile;

  • Un presidio fisso interforze nell’area di Colle Oppio e la realizzazione di un piano di recupero dell’area verde con installazione di giochi per bambini e recinzione del Campo della Polveriera;

  • Una commissione speciale sull’Esquilino con poteri equivalenti ad altre commissioni per rendere esecutivi i provvedimenti dell’amministrazione nei confronti del territorio

  • Un finanziamento straordinario alle attività culturali per il territorio, per caratterizzare in positivo i luoghi artistici e culturali della zona come l’Auditorium di Mecenate ;

  • Censimento, verifica e chiusura immediata di tutti i luoghi di culto che non rispettano il vincoli urbanistici della destinazione d’uso a tutela della legalità della tradizione cristiana del rione;

  • Verifica sulla residenzialità e del fenomeno dei subaffitti e dei Bed and Breakfast illegali.

 

La mozione impegna inoltre il presidente Lobefaro ad impegnarsi presso il sindaco per l’eliminazione retroattiva degli ultimi cinque anni di Ici e il censimento antievasione sull’accatastamento dei locali. vigileremo ora affinché quest’atto non rimanga lettera morta, e siamo pronti ad andare dal prefetto affinché venga attuato.