Ministro Bussetti tante intenzioni ma nessun cambiamento
AttualitàcaroselloevidenzaNotizieslider

Ministro Bussetti tante intenzioni ma nessun cambiamentoSiamo intervenuti chiedendo al ministro Bussetti del Miur cosa faranno per cambiare la riforma della Buona scuola di Renzi e quali interventi urgenti intenda intraprendere contro la precarizzazione dell’insegnamento e  sul recepimento della nuova sentenza del Consiglio di Stato con parere straordinario del Presidente della Repubblica che ha reintegrato un DM nel punteggio e nelle Gae. FDI difende tutti i docenti, chi è a pieno titolo nelle Gae, gli SF e i DM e il  loro diritto al futuro. Una nota negativa è l’assenza di qualsiasi politica a favore delle scuole paritarie che faceva parte del programma di centrodestra.

AttualitàcaroselloevidenzaNotizieslider

Il Def è l’epitaffio del governo Gentiloni e certifica il fallimento politico ed economico dei governi di centrosinistra. Una sinistra che un tempo era contro le élite, ma che oggi ha compromesso sé stessa tradendo il popolo. Questo deve essere un monito anche per il nuovo governo grilloleghista: il popolo non perdona chi lo tradisce. Nel Def  si afferma anche che il mancato sviluppo italiano deriva dalle difficoltà delle imprese a causa dell’insufficiente disponibilità delle fonti di finanziamento del credito bancario quando invece quelle banche hanno continuato per anni a dare i soldi a personaggi o a imprese legate a particolari ambienti vicini ai governi Renzi e Gentiloni invece che agli italiani. Si accenna ai rischi di peggioramento derivanti dal protezionismo statunitense, ma finora danni dal protezionismo d’oltreoceano non si sono ancora avuti e sono difficilmente quantificabili, mentre sono stati quantificati con certezza i danni già causati dalla persistenza delle sanzioni economiche alla Russia che hanno provocato una perdita di 6 miliardi di euro.

caroselloNotizie

immagini-quotidiano
La scelta di Paolo Gentiloni è l’esito peggiore che ci potesse essere. Nei fatti è un “Renzi Bis” e con questa scelta Mattarella tradisce il risultato netto e storico del voto popolare. Il messaggio ai poteri internazionali è chiarissimo: “Tranquilli, Gentiloni finirà i “compitini” assegnati a Renzi”.

Tutto cambia perché nulla cambi. L’esito corretto sarebbe stato un Presidente istituzionale, al di fuori del governo Renzi, che facesse la nuova legge elettorale e portasse al più presto l’Italia al voto, l’unica soluzione possibile vista la storica bocciatura del popolo italiano.

Sul quarto Presidente non scelto dagli italiani persino l’Unità oggi scrive con Carmine Fotia “Di lui si potrà dire che è un po’ grigio, forse un po’ troppo low-profile, che il suo eloquio (fin dagli anni ’70 a dire il vero) non è proprio trascinante. Che non ha mai avuto una forte base di consenso personale.” Indigesto persino al suo partito, figurarsi agli italiani.

caroselloevidenzaNotizieslider

 

 

banner-sito-1150x400-roma
Magari hai pensato voterei No… “ma che ci vado a fare”… tanto i No sono in vantaggio e non c’è bisogno che vada tanto non raggiungeranno… il quorum. Ecco se ti fossi distratto o fossi stato ipnotizzato dalle continue bugie di Matteo Renzi è bene ricordarci che questo referendum non ha il quorum.

Vincerà chi avrà preso più voti. Per cui non basta pensare, ma occorre andare a votare NO.

Non mi dilungo qui per illustrarti le ragioni del NO che troverai in maniera approfondita sul sito www.comitatonograzie.it, ti dico soltanto che tutto quello che senti sul taglio delle poltrone, dei costi della politica, sull’abolizione del Senato, della semplificazione legislativa è falso.

In questi ultimi giorni ti chiedo di mobilitarti, di non seguire solo la tv, ma di partecipare. Ci sono tante iniziative, ma te ne segnalo tre a Roma e a Napoli.

Il 27 Novembre alle 10,30 a Roma nel bellissimo Auditorium del Massimo (via del Massimo, 1 – zona Basilica San Paolo Eur)  saremo con il nostro presidente Giorgia Meloni per prepararci alla scatto finale a sostegno del NO. Una grande manifestazione a cui ti chiedo di invitare amici e parenti per mobilitarci insieme.

Il 30 Novembre  nello storico Circolo di Colle Oppio (Via Terme di Traiano 15A ore 18,30)  nel centro di Roma , ci sarà l’On. Fabio Rampelli, Capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, e insieme a dirigenti e iscritti per un Aperitivo a favore delle ragioni del NO con musica e immagini (rispondi a questa mail se pensi di partecipare).

Il 1 Dicembre a Napoli alle17 ( hotel Ramada ore 18)  chiuderemo la mobilitazione nazionale di questa interminabile campagna elettorale per organizzare poi i rappresentanti di lista e difendere ogni voto nel seggio.

Oltre a queste segnalate ci sono sicuramente iniziative del Comitato No Grazie vicino casa o nel tuo comune a cui potrai partecipare. Aiutaci a potenziare la diffusione e il coinvolgimento delle persone e sostienici sui social.

In alto i cuori

Federico

 

a5-colle-oppio-30

Se ti volessi iscrivere a Fratelli d’Italia per aiutarci (10 euro)  puoi rispondere a questa mail e ti dirò come fare. Puoi anche contribuire con un sms al numero 499444 ( 2 euro)
Notizie

Trumpata

TRUMPATA PER RENZI: YOU CAN…GO HOME IL 4 DICEMBRE.

Il personaggio Trump è sicuramente caratteristico, ma la sua vittoria è storica e rappresenta la reazione del popolo americano alle lobby, alla crisi economica e ad anni di politically correct e buoni sentimenti democratici che hanno prodotto solo speculazione finanziaria e guerre on demand. 
 
Tutto lo scenario geopolitico mondiale verrà ridefinito e in questa ridefinizione l’Europa dovrà rendersi indipendente,  finalmente sovrana e dialogante con la Russia. 
 
Quanto a Renzi e alle sue foto con Obama, che viene sonoramente bocciato dagli americani, non possiamo che sottolineare il sillogismo e dirgli sarcasticamente :”Yes, you can… go home” il 4 Dicembre. 
Notizie

renzi-mago-otelma

Farebbe ridere se non ci fosse da piangere.  Nella conferenza stampa di fine anno abbiamo potuto vedere riassunte tutte  le caratteristiche del renzismo: auto assoluzione, autoesaltazione e una buona dose di “faccia da culo “. 

Il Renzi ottimista dice che tutto va bene e che andrà anche meglio, che sì qualche errore è stato fatto, ma che tutto migliorerà. Intanto ci sono gli italiani disperati perché truffati dalle banche, tutelate a colpi di decreto dal suo governo e quelli disperati perché da ceto medio sono scivolati nella povertà assoluta. 

Poi ci sono i pensionati  a cui il Premier abusivo ha detto di volersi dedicare e già tremano. Fummo i primi a chiedere di colpire le pensioni d’oro e il sistema retributivo e vigileremo perché venga fatto,  ma  temiamo che ci sia il trucco e si voglia colpire una fascia ampia di pensioni che certo d’oro non sono per fare cassa.

Infine, le previsioni del Premier Otelma sui prossimi appuntamenti elettorali in una Nazione dove non si vota, la democrazia non è più di moda e le logge hanno sostituito le assemblee elettive. Il voto a Roma sembra essere un obbligo per Renzi più che una scelta visto che, per colpa del centrosinistra, si è passati dalla padella di Marino alla brace di Tronca.  Il Premier lega poi la sua fortuna politica al voto referendario dimostrando di avere scarsa stima dell’intelligenza degli italiani mentre dà già per vinte per le nuove elezioni nazionali del 2018.

Insomma un Renzi show degno di Crozza e del mago Otelma per cui ci è venuto naturale dedicargli sarcasticamente “l’anno nuovo” di Rodari che sembra molto la cronaca della sua conferenza stampa.

L’anno nuovo

Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?

Bello, brutto o metà e metà?

Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.

Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.

(Gianni Rodari)

caroselloevidenzaNotizieslider

Parigi, la rabbia e la solidarietà.

Ora è solo il momento delle lacrime per la strage di vittime innocenti francesi colpite da quello che è a tutti gli effetti un atto di guerra. Ma è anche il momento della rabbia. Rabbia per quegli europei che continuano a mortificare la propria identità cristiana e occidentale a vantaggio di quella identità islamica che è moderata solo quando diviene relativista anch’essa, ma che altrimenti è fondamentalista, anti cristiana e anti occidentale.

Se confrontiamo la notizia di quella scuola italiana, ad esempio, che non porta i bambini a vedere una mostra di opere classiche perché di contenuto cristiano con ciò che è accaduto in Francia, abbiamo l’esatta dimostrazione di quanta e quale distonia ci sia tra il nostro atteggiamento e il loro.

Ora comprendiamo meglio l’importanza dell’operazione antiterrorismo condotta dai nostri servizi e dai Carabinieri che ha portato allo smantellamento di un’ intera rete terroristica in Italia e in Nord Europa un solo giorno prima di questa carneficina.

Chiediamo al Governo italiano di presidiare con l’Esercito e l’antiterrorismo tutti i punti sensibili delle nostre città, Roma e il Vaticano in particolare, e di promuovere un’azione militare internazionale contro l’IS.

Notizie

renzi

Rispettiamo il ruolo del Prefetto Tronca, ma da come si stanno prefigurando le nomine è chiaro che tutto sarà tranne che una governance tecnica. Rischiamo che il “dream team” altro non sarà che un governo della Capitale d’Italia senza il consenso popolare. Una simmetria perfetta con il governo nazionale conquistato senza la certificazione del popolo. Insomma una “renzicrazia” che sostituisce la democrazia elettorale. E a guardare i nomi che girano sui quotidiani si capisce anche il disegno generale.

Alla cultura, ad esempio, andrebbe Carlo Fuortes – che deve la sua prima nomina a Bettini e Veltroni – per gestire l’Assessorato alla Cultura che eroga i fondi al Teatro dell’Opera di cui è Sovrintendente (a 240.000 euro l’anno al doppio del Sovrintendente precedente). Insomma, controllore e controllato coinciderebbero, ma siamo certi che Fuortes non lascerebbe il suo dorato incarico per quello di sub commissario, evidentemente incompatibili. Oltretutto Fuortes, che viene incensato come il Re Mida delle istituzioni culturali, in realtà prima “interpretò” i risultati di biglietteria dell’Auditorium – e noi lo denunciammo – poi lasciò un milione di “buco” al Petruzzelli di Bari e, infine, ha snaturato il palinsesto lirico  del Teatro dell’Opera distruggendone l’immagine internazionale anche con il pasticcio dei lavoratori prima licenziati e poi riassunti a stipendi ridottissimi. Serviva forse per raddoppiarsi l’indennità.

Silvia Scozzese e Alfonso Sabella, poi, sono stati nella giunta politica di Ignazio Marino. Come fanno ad essere considerati tecnici super partes? Insomma, ci chiediamo se in Italia esista un’autorità terza che faccia rispettare la legge, che prevede che il commissario di Roma sia nominato per l’ordinario, mentre i sub commissari, che in passato neanche si conoscevano, siano scelti tra i funzionari prefettizi solo per mandare avanti la macchina fino alle elezioni. Non per governare politicamente adempiendo ai diktat di un Presidente del Consiglio non scelto attraverso le urne. “Toc toc” Presidente Mattarella, se ci sei batti un colpo. 

caroselloevidenzaNotizieslider

bambini

La superficialità di Renzi rispetto alle dinamiche demografiche e di integrazione ha creato un altro mostro giuridico. Con l’approvazione alla Camera dello “ius soli” si sancisce che chiunque, da qualsiasi nazione provenga, possa diventare italiano senza integrarsi, crescere e amare la nostra terra. È anche il modo con cui una sinistra in crisi di consenso cerca di crearsi nuovi elettorati tra gli immigrati organizzati e gestiti dai sindacati.

Questo “razzismo” contro l’identità italiana favorisce la destrutturazione della nostra società e cultura nella creazione di un indistinto melting pot mondiale.

Ci mobiliteremo, da subito, contro questa legge assurda che disintegra il valore dell’appartenenza nazionale. La cittadinanza italiana deve essere “meritata” da chi si è integrato, studia e vive qui con la sua famiglia lavorando onestamente. Questa è vera integrazione come ha dimostrato, ad esempio,  la comunità filippina che si è integrata perfettamente.

caroselloevidenzaNotizieslider

Ignazio Marino come Cola di Rienzo
Ignazio Marino come Cola di Rienzo

Finalmente, Ignazio Marino si è dimesso o meglio è stato dimesso dai romani metaforicamente,  come Cola di Rienzo, nello stesso giorno. Si è dimesso con lo stile peggiore, nel momento sbagliato e con minacce “mafiose”  al partito che lo candidò e fece eleggere contro il volere dei romani.  Il famoso 63% “bulgaro” delle amministrative, infatti, fu solo uno squallido trucchetto contabile. Non serve essere Pagnoncelli per capire che si trattò del 63% dei votanti, nel turno di ballottaggio, che vide al voto solo il 45 % degli aventi diritto. In sostanza, Roma è stata malgovernata da un sindaco votato solo da 1 romano su tre degli aventi diritto al voto. Un sindaco, quindi, non votato dalla maggioranza dei romani. Un sindaco scelto a tavolino da quegli strateghi del PD. Goffredo Bettini fra tutti, ma anche Nicola Zingaretti che ad elezione avvenuta commentò “Missione compiuta, Roma è salva”. Senza dimenticare Matteo Renzi, non  ancora segretario del PD, che venne apposta a Roma per dedicare a Ignazio un comizio a Garbatella. Ora tutti fingono di non conoscerlo. Ma saranno per sempre coinvolti…e responsabili. Sempre che non sia una “ammuina” e che Marino non sia diventato “utile idiota” del fronte anti Renzi che vede Sel e minoranza Dem uniti contro il toscano.

Ignazio si è rivelato un oligarca narciso, arrogante e, ora abbiamo scoperto, anche disonesto ( il “Teorema” di Pittsburgh  lo aveva già dimostrato). Non lo diciamo per partito preso. Come si dice. Lo scriviamo da semplici cittadini romani. Del resto, non bisogna soltanto vedere gli errori- innumerevoli- fatti da Ignazio Marino e dalle sue numerose giunte, ma anche cosa ha fatto l’opposizione e, soprattutto, chi ha fatto vera opposizione. E se andiamo a vedere- senza piaggeria- solo FDI e i M5S si sono distinti nella lotta a favore della trasparenza e dei territori.

Ci fanno pena, infatti, quegli osservatori che provano una difesa disperata enunciando 40 punti a favore della sindacatura Marino. Ci fanno pena perché se andate a leggere quell’elenco e non siete degli sprovveduti vedrete che ciò che di buono è stato fatto o era iniziato nella nostra consiliatura o era di iniziativa nazionale, ma mai di input del sindaco. Il trasferimento dei  camion bar? Plauso. Peccato che era stato iniziato da noi e completato dall’attuale governo. La finta pedonalizzazione di Via dei Fori ? Un disastro riconosciuto anche dagli ambientalisti. La riqualificazione urbana? Due soli esempi. Marino ha contribuito al fallimento di Eur spa per l’orrida “Nuvola” di Fuksas ed è riuscito a perdere i soldi anche quando erano già stati stanziati come nel clamoroso caso di Piazza Vittorio in cui avevamo fatto stanziare, su fondi statali, ben 2 milioni di euro per rifarla radicalmente. Prima Marino ha bloccato i lavori già iniziati, poi ha definanziato per metà e infine ha “congelato” i soldi senza più fare i lavori. Ma ne potremmo fare decine di esempi denunciati quotidianamente per due anni e mezzo dal nostro irriducibile gruppo capitolino e dai nostri consiglieri nei municipi.

Il disastro di Ignazio Marino è la dimostrazione che non sempre la società civile è migliore della politica. Quella sana, onesta e appassionata. Ma per selezionarla occorrono le primarie istituzionali , non di partito con parità di accesso ai media e non con selezione per censo. Insomma, quelle di cui Renzi torna ora a parlare, ma che non ha inserito nell’Italicum. Meglio farsele al chiuso dei circoli con accordi di vertice. Una pantomima.

E ora? Ora è il momento di affermare una visione della città che parta dalla cultura che è stata mortificata da Marino e dalla sinistra, dalle periferie da ricostruire, dai servizi sociali che – permette una polemica- non devono essere la foglia di fico per milioni di euro assegnati con somme urgenze per servizi scadenti alle solite cooperative. E anzi dopo Mafia capitale, che ripetiamo è, soprattutto, “sinistra” da decenni occorre ridefinire tutti i servizi sociali. Tutti. Azzerando vecchie concessioni e verificando fino all’ultima assegnazione.

Chi dovrà fare il sindaco di Roma? Lo devono decidere i romani che spesso si sbagliano, ma che poi ritrovano il senso della propria storia e identità millenaria e sanno scegliere chi li rappresenta nel profondo. Ma prima la visione di una capitale solidale, moderna e sostenibile, poi i nomi. Quelli ce li abbiamo, ma ora non servono.