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«Il Tg1 e gli altri telegiornali della Rai dovrebbero realmente garantire il pluralismo nell’informazione in maniera scientifica avvalendosi anche degli strumenti come l’Osservatorio di Pavia e l’Auditel. Tra i leader politici, il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni è terza o quarta nel gradimento delle rilevazioni dei vari istituti di sondaggio, ma come presenza nel Tg1 è in ultima posizione. Anche prendendo in considerazione tutta la programmazione dell’informazione di Rai Uno, FDI è sottorappresentata non avendo adeguati spazi anche all’interno dei contenitori di informazione e di intrattenimento. Dall’Osservatorio di Pavia risulta, inoltre, che il partito più presente nei telegiornali è ancora il PD, cioè il partito che ha governato fino a poco tempo fa. Chiediamo al presidente della commissione di Vigilanza di garantire il pluralismo anche all’interno delle redazioni pur nel rispetto dell’autonomia della direzione».

Lo ha detto il deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone nel corso dell’audizione del direttore del Tg1 Giuseppe Carboni presso la Commissione di Vigilanza della Rai.

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“Scuse pubbliche o porteremo il caso in Vigilanza. Solidarietà al giornalista Rai Alessandro Giuli, professionista serio e preparato”. Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia e membro della Commissione di Vigilanza Rai, Federico Mollicone, a proposito di alcuni retweet pubblicati dall’account ufficiale della trasmissione Rai ‘Blob’ contenenti insulti rivolti al giornalista Rai Alessandro Giuli, ospite del talk Agorà di Serena Bortone.

Rai: tema gender in prima serata inaccettabile, cda intervenga
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Rai: tema gender in prima serata inaccettabile, cda intervenga E’ la Rai di Stato o di partito? Quanto andato in onda ieri sera in prima serata è a dir poco irresponsabile. Trasmettere un programma pro-gender servito durante una fascia oraria non protetta in cui il target dei bambini e’ quello maggiormente rappresentativo e’ un segnale inaccettabile da chi fa servizio pubblico peraltro pagato con i soldi dei cittadini. Propinare l’ideologia gender con la scusa che debba esservi libera’ di educazione da parte delle famiglie, di fatto, limita la liberta’ al contrario. I bambini vanno tutelati e un programma di questo tipo era evidente che non fosse adatto. Condannando quanto accaduto, porterò la vicenda all’attenzione della commissione di Vigilanza, auspichiamo comunque che il nuovo Cda della Rai, fresco di insediamento, cominci ad occuparsi anche di queste vicende.