Cultura: rivedere fondo unico dello spettacolo
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Cultura: rivedere fondo unico dello spettacoloFa sicuramente piacere sentire parlare di valorizzazione e sussidiarietà, tuttavia ci sono degli aspetti negativi legati all’assegnazione dei fondi del Fus che non possiamo trascurare. Il ministro Bonisoli si è insediato durante il completamento del lavoro non ancora terminato delle Commissioni nominate in tutta fretta dal suo predecessore, Dario Franceschini e sta emergendo un quadro allarmante di esclusione di realtà storiche della danza, del teatro, dello spettacolo dal vivo che ci preoccupa molto. Ci chiediamo perchè il ministro Bonisoli non sia ancora intervenuto in autotutela per ridurre il contenzioso per le amministrazioni statali nominando una commissione terza che verifichi almeno le esclusioni e intervenga, secondo la legge, per riequilibrare i fondi assegnati. Quando la scena culturale è per tre anni ipotecata dal ministro uscente, forse un governo di discontinuità dovrebbe intervenire, quantomeno per verificare la trasparenza.

Cultura, ministro blocchi assegnazione Fus
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Cultura, ministro blocchi assegnazione FusHo chiesto di persona al ministro Bonisoli di congelare e far verificare con i poteri di autotutela dell’amministrazione l’assegnazione dei fondi FUS per cinema teatro e danza che le commissioni nominate dal ministro Franceschini stanno assegnando in questi giorni. Commissioni nominate a Camere in scioglimento determineranno la scena culturale italiana per i prossimi 3 anni con la beffa che i fondi saranno assegnati con la gestione del nuovo governo. Se il Ministro non interverrà potrà anche dedicarsi ad altro perchè a governare sarà ancora Franceschini per i prossimi anni. Fratelli d’Italia sta lavorando a una dettagliata interrogazione che verrà inviata anche a Raffaele Cantone all’Anac affinche’ verifichi la trasparenza delle procedure ed eventuali conflitti di interesse. Siamo a fianco delle produzioni culturali escluse, alcune anche storiche ed eccellenti, e contro la discrezionalità con cui le commissioni hanno fatto le selezioni prima che a farlo fosse il famigerato algoritmo.

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La realizzazione del primo G7Cultura in Italia, ovviamente aFirenze perché ideato in pienoregime renziano, è comunque una buona notizia per la nostra Nazione. Ci chiediamo con l’Onorevole Murgia, però, come faccia il ministro Dario Franceschini a non provare imbarazzo nel fare le sue critiche all’UE rispetto ai fondi dedicati alla Cultura.

L’Italia dovrebbe essere la capofila nella filiera culturale europea per bellezza, patrimonio archeologico, artistico, museale e turistico, ma se andiamo a guardare i dati scopriamo ben altro. Se si guarda, infatti, alla percentuale sul PIL (come rilevato da Eurostat nel 2016) la spesa italiana per la cultura è 0,7% contro l’1% della media UE. Peggio fa solo la Grecia con lo 0,6%.

Pertanto, invece di fare propaganda, rendendoci ridicoli agli occhi degli altri paesi europei, dovremmo cominciare ad aumentare i soldi destinati alla cultura in tutte le sue forme: dal restauro dei beni archeologici e museali allo spettacolo dal vivo,cinema, teatro, danza, lirica e nuove arti performative.  Prima lo Stato finanzi le proprie risorse artistiche ed eccellenze e poi si rafforzi la sussidiarietà realizzata, in cui crediamo da sempre, che si può potenziare anche attraverso l’Art bonus, ma rendendolo realmente utile ai mecenati e ai grandi privati ed estendendone l’applicazione oltre i 100.000 euro e senza limitazione di obiettivo pubblico o privato che sia.

Il ministro Franceschini porti avanti la vera battaglia, cioè di triplicare i fondi sul Bilancio dello Stato per la cultura e noi allora lo sosterremo dall’opposizione per salvare i teatri in crisi, le fondazioni liriche disarticolate, i monumenti chiusi o in stato di abbandono, assicurano gli esponenti di FdI.

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Colata di asfalto "provvisorio" su via dei Fori durante il Giubileo
Colata di asfalto “provvisorio” su via dei Fori durante il Giubileo

Se  la colata di asfalto su via dei Fori è la risposta del piano decoro per il Giubileo sulla manutenzione della pavimentazione stradale, è evidente che abbiamo un problema enorme non solo con la buona governance della Capitale,  ma anche in termini di buonsenso, cultura e trasparenza.

I romani che questa mattina si sono trovati a percorrere quel tratto di strada hanno dovuto fare i conti ancora una volta con la campagna ideologica, miope, condotta dalla sinistra contro la storica pavimentazione romana. Oltre a danneggiare in maniera grave l’immagine della città , la cui identità turistica mondiale è profondamente legata al sampietrino, è stato compromesso irrimediabilmente anche il loro valore storico e artistico. E proprio alla vigilia del Giubileo. 

Un conto è sostituire i sampietrini nelle zone ad alto rischio per garantire l’incolumità degli automobilisti, altra storia è autorizzare il bitume, seppur provvisoriamente (sic) fino al 2020 almeno, su aree storiche tutelate. Una campagna priva di senso che si caratterizza anche per lo spreco importante di risorse. Qualcuno ne dovrà rispondere. Come se a Parigi facessero la stessa cosa sugli Champs Elysee, dove per altro ci passa il traffico pesante e c’è a terra un selciato ispirato ai sampietrini .

Mentre a Parigi il selciato rimane sugli Champs Elysee persino con il traffico pesante.
Mentre a Parigi il selciato rimane sugli Champs Elysee persino con il traffico pesante.

In questi anni di malgoverno Marino, nessun intervento è stato attuato per manutenere le strade capitoline né per renderle più sicure ma solo per garantire il partito dell’asfalto. 

Il Ministro Franceschini e il Commissario Tronca devono spiegare l’accaduto ai romani e imporre a Metro C di porre rimedio a questo scempio. 

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“Tranquilli. È tutto autorizzato”. Tanto rumore per nulla. Interrogazioni parlamentari, mobilitazioni territoriali sull’orribile struttura temporanea montata sopra al Palazzo della Civiltà italiana. La soprintendenza ha fatto un “decalogo prescrittivo” e ha dato l’autorizzazione. La Soprintendenza? E il Comune di Roma? E la Regione Lazio e i vigili dell’Urbanistica che quando hanno fatto il sopralluogo erano così informati che hanno mandato tutto in Procura?  Ma dove siamo? Pensavamo di essere in Italia dove, come mi ha raccontato un cittadino, per avere una valutazione su una struttura analoga – veranda removibile- di soli 18 mq, non su un monumento, ma su un brutto palazzo della zona ci sono voluti 15 mesi. Invece, siamo in Svezia. A dite che mi sbaglio? Che sono un ingenuo? Che è successo questo perché a presentare la domanda era il gruppo Fendi/Arnault ? Quanta cattiva fede.

Ma davvero pensate che in Italia sia sufficiente per il signor Mario fare una mail, dico una mail, alla Soprintendenza il 13 Ottobre e ottenere l’ammissibilità il 14 Ottobre sempre per mail. Ora aspetteremo la risposta all’interrogazione di Fabio Rampelli al Ministro Franceschini e poi vi faremo sapere perché questa città l’abbiamo governata per 5 anni e  non siamo affatto convinti che basti una mail per avere l’autorizzazione per un simile monstre. Nel frattempo, vigileremo che quell’orrore venga rimosso.

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Ecco lo scempio sul Colosseo Quadrato

Il ministro Franceschini risponda subito all’interrogazione del nostro capogruppo Fabio Rampelli riguardo la struttura in costruzione sul Palazzo della Civiltà Italiana, il famoso e bellissimo “Colosseo Quadrato”.

La struttura modernista in vetro e acciaio, costruita in sopraelevazione di un intero piano, è comparsa all’improvviso sull’edificio vincolato come bene monumentale in un’area sottoposta alla vigilanza anche del Genio Civile regionale che richiede, nell’ambito del Piano Casa, l’adeguamento sismico dell’intero condominio anche al singolo condomino che decida di usufruire dello stesso ampliando pochi metri quadrati. Una follia. Invece scopriamo che alle multinazionali tutto è permesso. Viene da pensare che le Soprintendenze e gli uffici regionali rilascino pareri “on demand” a seconda di chi sia il richiedente.

Oltretutto, consideriamo ridicola la concessione a soli 8000 euro al giorno – quanto si paga per l’affitto di una piccola location per un matrimonio – riconosciuta al gruppo Fendi. Franceschini spieghi perché, oltre a svendere il patrimonio monumentale agli stranieri, non si fanno rispettare anche a loro le leggi che invece impediscono ai normali cittadini di usufruire nel Lazio del “Piano Casa”, che rimane di fatto inapplicato per la ottusità “maliziosa” di tecnici statali e regionali.

Il Colosseo Quadrato è un patrimonio architettonico monumentale conosciuto e studiato in tutto il mondo, è già una vergogna che non sia stato recuperato e gestito con fondi statali, ma almeno ne sia tutelata l’integrità visiva e strutturale.

 

 

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Le linee guida date dal ministro Franceschini riguardo la gestione dei siti culturali del nostro Paese vanno sicuramente nella direzione giusta, ma non sono sufficienti per promuovere il nostro immenso patrimonio artistico. Consideriamo ridicolo, infatti, assegnare per bando solo 10 siti lasciando gli altri chiusi o in balia del sistema feudale dei Soprintendenti. Oltretutto, nella commissione valutatrice non ci sarà nessuno a rappresentare i privati.  Ricordiamo che per primi con “Roma segreta”, applicammo il principio di sussidiarietà al sistema cultura della Capitale d’Italia raggiungendo ottimi risultati, resi vani dall’incapacità della nuova amministrazione, guidata dal ‘disastro’ Marino che cancellò il bando triennale chiudendo di fatto 18 luoghi archeologici, compreso il Teatro Marcello. Tutti luoghi ora aperti solo su richiesta. Se Franceschini vuole fare sul serio lo dimostri. La valorizzazione delle ricchezze artistiche italiane, in un’ottica di sussidiarietà, è l’unica via possibile per rilanciare il turismo culturale e creare vera occupazione.

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Il ministro Dario Franceschini ha confermato l’assenza di gare pubbliche europee per l’assegnazione dei servizi di biglietteria e di quelli aggiuntivi del Colosseo e del polo museale nazionale negli ultimi 15 anni , durante il question time di oggi, rispondendo a Fabio Rampelli capogruppo di Fdi An. Il titolare di Piazza del Collegio romano ha anche confermato l’intenzione di procedere a gara, attraverso la Consip, e di voler fare concorrenza ai privati per la gestione degli stessi servizi che oggi fruttano, ogni anno, milioni di euro ai privati come Coop culture ed Electa Mondadori per il Colosseo, per l’area archeologica centrale e per molti altri musei nazionali.

 

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L’ingenuo tentativo del Ministro di ridimensionare le percentuali di incasso dei privati contrasta con l’inchiesta dell’Espresso che non ci risulta smentita che riporta percentuali ben diverse elaborate dalla fonte ministeriale. Quindi dati ufficiali. Franceschini si è nascosto dietro alla ripartizione dei fondi tra biglietteria e servizi aggiuntivi, quando in realtà la cifra denunciata da Fdi e dall’Espresso vede esattamente la strabiliante cifra di 522, 746 milioni ai privati dal 2001 al 2013 e solo 74.724 milioni allo Stato.

Ora, siamo stati sempre a favore della vera sussidiarietà e sostenitori dell’apertura dei Beni culturali ai privati, ma con controllo e beneficio pubblico. Questi dati dimostrano che nei confronti del pubblico vi è stata una vera e propria “stangata”. E poi le soprintendenze non pagano gli straordinari ai dipendenti. Il ministro avvii una indagine interna e relazioni alla Corte dei conti o saremo noi a farlo con un esposto.