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Una vittoria storica in un momento difficile per il mondo dello spettacolo ed un trionfo simbolico nel centenario del Futurismo. È questo che rappresenta la consegna delle chiavi del Teatro delle Arti all’assessore Croppi e al sindaco Alemanno prevista per venerdì prossimo. Una cerimonia di estrema importanza, perché segnerà sia l’apertura di un nuovo teatro, in una fase di certo non facile per il settore, che il recupero di una istituzione culturale fondamentale nell’evoluzione e nello sviluppo dell’avanguardia futurista. Il teatro, infatti, è stato diretto, dal 1937 al 1943, da uno dei più importanti esponenti del Futurismo: Anton Giulio Bragaglia. Un palcoscenico calcato poi e reso grande da Proclemer, De Filippo e Gassman. Non posso che essere soddisfatto di questo risultato perché, oltre a rappresentare una delle tante conquiste dell’attuale amministrazione ed un’occasione per Roma di celebrare degnamente ed in maniera permanente il centenario del Futurismo, costituisce la felice conclusione di una mia battaglia iniziata nel 2008 in I Municipio con l’approvazione di una delibera di tutela della struttura. Un successo storico che, aggiungendosi a quanto fatto per il Teatro dell’Opera e al progetto ‘Roma in scena’, smentisce per l’ennesima volta  le dichiarazioni della sinistra romana sulla presunta incapacità della giunta Alemanno di fare cultura e di gestire correttamente il mondo del teatro.

Alle quotidiane farneticazioni dell’opposizione, che continua a dipingere una Roma che non esiste, parlando di una maggioranza in crisi e di inefficienza amministrativa della giunta Alemanno, rispondiamo oggi con i numeri del sondaggio Ipsos sul gradimento dei romani nei confronti dell’Amministrazione comunale. I numeri, sia dei sondaggi che delle elezioni, hanno la testa dura. Non si possono negare. E così, dopo la boria post-elezioni europee, in cui la sinistra aveva gridato, anche lì sbagliando clamorosamente, al sorpasso in termini di consenso elettorale nella Capitale, arriva il risultato del sondaggio Ispos che ratifica con decisione l’apprezzamento del lavoro svolto dal sindaco e dal governo capitolino dal suo insediamento ad oggi. Il sondaggio registra, infatti, un consenso in crescita nei confronti di Alemanno. Un netto +9% rispetto al mese di dicembre del 2008, arrivando a toccare la vetta del 60% di gradimento degli intervistati. Uno dei settori che ha riscosso più successo è stato, in particolare, quello delle attività culturali che hanno sostituito la Notte Bianca: Futurismo, Natale di Roma, Carnevale tradizionale, Romantica, Notte dei musei, Roma sotterranea e tutti i nuovi palinsesti messi in campo dalla giunta Alemanno. L’operato dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Commissione Cultura del Comune è stato infatti apprezzato dal 62% degli intervistati, segnando un +4% rispetto a sei mesi fa e superando addirittura il consenso personale del sindaco. Un risultato questo che non può non rendermi felice, perché dimostra che la via imboccata è quella giusta. Insieme ad Alemanno e Croppi abbiamo, infatti, deciso di adottare una nuova linea culturale, profondamente diversa da quella delle giunte precedenti. Si è puntato quindi sulla riscoperta e sulla reinterpretazione in chiave moderna delle tradizioni storiche della città, sulla creazione di circuiti culturali stabili al di là dei grandi eventi, su palinsesti innovativi e sulla trasformazione dei musei e dei luoghi archeologici in un nuovo e meraviglioso palcoscenico per romani e turisti. Una scelta vincente premiata dalla città ma indigesta alla sinistra di Rodano e compagni che, nonostante i numeri, si ostina ancora a difendere scelte assolutamente fallimentari e prive di senso, come il palinsesto vetero-sperimentalista deciso dall’ex direttore artistico del Teatro dell’Opera di Roma Nicola Sani.

 

Più che parlare di Estate Romana, preferisco usare la definizione ‘Estate dei romani’, per descrivere il ricchissimo cartellone di eventi presentato oggi alla stampa insieme al sindaco Alemanno, all’Assessore alle Politiche Culturali Croppi e al direttore del Dipartimento Cultura del Comune Voglino. Una programmazione capace di chiudere definitivamente l’era nicoliniana, aprendone una completamente nuova, innovativa e rivoluzionaria. Rispetto al passato, infatti, l’Estate Romana 2009 punta alla valorizzazione di tutta la città, includendo e valorizzando soprattutto le periferie, con l’offerta di un carnet di dimensioni imponenti. Un obiettivo di fondo sostenuto da tre punti caratterizzanti: innanzi tutto l’attenzione alla riscoperta e alla reinterpretazione in chiave moderna delle tradizioni storiche della città. Il primo esempio in questo senso, in assoluto il più simbolico, sarà il ritorno della girandola di Castel Sant’Angelo, il 28 giugno alle ore 21, in coincidenza con la festa dei Santi di Roma Pietro e Paolo, che inaugurerà idealmente il programma estivo. Altro principio fondamentale, su cui abbiamo lavorato molto come Commissione Cultura, è il non aver previsto soltanto grandi eventi, sporadici e non duraturi, bensì puntare sulla costruzione di un circuito culturale stabile e ricorrente negli anni. Ci siamo riusciti attraverso il palinsesto di ‘Roma in scena’, il nuovo circuito di animazione teatrale e musicale nei musei, che integrerà il cartellone dell’Estate Romana e che verrà a giorni presentato. Ultimo criterio che ha guidato la nostra azione è stata la necessità di arrivare ad una maggiore sistematicità ed organicità nella programmazione degli eventi, in modo da  produrre certezza e razionalizzazione delle risorse. Ciò è stato possibile con la stesura di un bando a cadenza biennale e l’istituzionalizzazione degli eventi consolidati negli anni, che ha permesso di liberare risorse per eventi minori sistematicamente esclusi. Dunque, un programma di 154 manifestazioni ed oltre 650 eventi che permetterà ai romani di scegliere ogni giorno tra 20 proposte differenti, gustare  la bellezza di riscoprire tradizioni antiche associate al gusto della modernità, tastare il polso delle nuove avanguardie culturali e vivere il territorio come mai si era fatto in passato.

 

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Grande successo, il 16 Luglio scorso, per l’edizione 2008 di “Notte di mezza estate” che ha visto la partecipazione di più di 2000 persone nella splendida cornice di San Gregorio al Celio.

Con la conduzione di Fabio Rampelli, padrone di casa, si sono alternati momenti di alto spettacolo e premiazioni con il libro “Anima destra” di Aldo Di Lello. Gli interventi più applauditi, ovviamente, quello del Sindaco Alemanno, dell’Assessore Croppi e dell’enfant prodige della politica italiana, il ministro Giorgia Meloni.

Eravamo tutti lì, in una splendida notte di mezza estate, per celebrare il sogno di una vittoria storica. Dedicata a Paolo colli, ad Alessandro Vicinanza, a Tony Augello e a molti altri.  

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Presidente della commissione cultura, sport, politiche giovanili e comunicazione. Chi? Lui? Io ? Io?!? Io! O meglio noi…noi che negli anni ’70 con i campi Hobbit abbiamo dimostrato agli intellettuali organici, ai teppisti odiologici, ai conformisti sinistri che esisteva una cultura di destra; noi che negli anni ’80 con Morbillo e i fumetti nelle scuole al posto dei ta ze bao abbiamo dimostrato, a chi si faceva solo i cazzi suoi nei caldi piumini del disimpegno,  che esisteva una satira e creatività non conformista; noi che negli anni ’90 abbiamo dimostrato che era possibile diventare egemoni nelle scuole e università portando Junger, Marinetti, D’Annunzio alla Sapienza e far diventare Ministro dei govani un hobbit della Garbatella. Ora quelle due generazioni, la prima rappresentata da Croppi, l’assessore alla cultura, e l’altra dal sottopostato, hanno un compito immane. Un onore e un onere. Non c’è nulla di individuale in questi incarichi. Dovremmo dimostrare che esiste una cultura per tutti, che si rivolge a tutti, che è di tutti. Come fotoelettriche impazzite illumineremo i cieli scuri del conformismo, cercando stelle mobili. La miccia è accesa. Si attende l’esplosione. E non ci saranno notti bianche ma notti in bianco di fervente ricerca per dimostrare che esiste un fiume carsico delle mille culture e tradizioni che si immerge ma che è pronto a riemergere improvviso per dimostrare che passato e futuro sono contemporanei. Non c’è nulla di immobile nella nostra moderna intuizione della vita…