Ong, Medici senza frontiere e Sos mediterranee finanziate da Soros
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Ong, Medici senza frontiere e Sos mediterranee finanziate da Soros

Alla fine in ogni vicenda sull’immigrazione indotta dalle Ong esce sempre il nome del finanziere Soros e accade anche in questa della nave Aquarius gestita sia da Medici senza frontiere che da SOS Mediteranee. Sos Mediteranee ha tra i suoi fondatori la onlus italiana Cospe che ha ricevuto dalla Open society di George Soros finanziamenti diretti. In più Medici senza frontiere ha tra i suoi vertici Marine Buissonnie’re, già dipendente di Msf poi direttrice di Open society e ora di nuovo consulente di Msf per le migrazioni. Abbiamo quindi la certezza e non una semplice suggestione che esista un coordinamento diretto tra Soros e le Ong che importano nuovi schiavi per scardinare il mercato del lavoro e i diritti dei popoli europei. Il governo deve intervenire legislativamente, come da noi proposto, per mettere fuori legge le attività di Soros in Italia. Lo stesso governo che con il premier Conte deve intervenire con decisione e per via diplomatica convocando l’ambasciatore francese in Italia. Macron, da oggi soprannominato Micron, non deve permettersi di attaccare l’Italia.

Governo: su cultura da Conte nessuna visione
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Governo: su cultura da Conte nessuna visioneAbbiamo seguito con estrema attenzione le linee programmatiche presentate dal presidente Conte e pur ritenendole sommarie e superficiali su molti temi ci ha colpito l’assoluta assenza di una visione riformatrice sulla cultura. Non vorremmo che anche con il governo del sedicente cambiamento la cultura e il turismo siano ambiti considerati minori. L’indotto culturale produce il 5 % del Pil e riceve dallo Stato lo 0,7. Non capire che investire in cultura vuol dire creare lavoro e valorizzare il nostro patrimonio archeologico e museale significa non avere una strategia di governo sui beni culturali materiali e immateriali. Mettiamo a disposizione, pur dall’opposizione, le nostre proposte per la cultura: valorizzare l’Italia del museo diffuso storico e archeologico, del teatro,della danza, della musica lirico sinfonica, della Rievocazione storica e delle tradizioni popolari anche attraverso la deducibilità delle spese per consumo culturale personale; il rafforzamento degli strumenti di sussidiarietà pubblico-privato. Il reintegro del 2 x mille alle associazioni culturali e di promozione sociale; l’affitto a lungo termine a musei esteri del nostro materiale storico e artistico inutilizzato; un piano straordinario di manutenzione delle nostre città, la riqualificazione delle periferie, del paesaggio e dei siti di interesse monumentale anche attraverso la sostituzione edilizia. Al ministro Bonisoli lanciamo queste proposte e un allarme.

L’allarme riguarda l’assegnazione dei fondi del FUS che, incredibilmente, sono ora in assegnazione con commissioni per danza e teatro, nominate a Gennaio 2018, ovvero poco prima dello scioglimento delle Camere. Ci arrivano in queste ore, infatti, notizie allarmanti di esclusioni eccellenti di realtà culturali nella danza e nel teatro che sempre hanno vista riconosciuta la propria professionalità e creatività. Chiediamo al ministro Bonisoli di congelare l’esito delle graduatorie e far verificare tutto in autotutela per evitare ricorsi che già si prefigurano per poi procedere ad una rivoluzione del Fus, in quanto così com’è non garantisce parità di accesso e rispetto delle produzioni artistiche. I fondi assegnati condizioneranno per 3 anni il panorama culturale italiano e saranno stati determinati da commissioni nominate da un governo uscente senza più alcuna legittimazione.

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Quanto sta accadendo in Italia è di una gravità senza precedenti. Il Presidente Mattarella prima, non ha conferito l’incarico a Matteo Salvini a nome della coalizione di centrodestra vincitrice delle elezioni e poi, cosa mai accaduta, ha rifiutato di nominare il governo Conte che aveva anche una maggioranza numerica, seppur senza l’appoggio di FDI. In realtà, la scelta a sorpresa di Mattarella di apporre un veto esplicito e personale su Savona sembrava un colpo di teatro ma assomiglia sinistramente ad un “colpo di Stato”. Ora, addirittura, ha dato l’incarico a Cottarelli pur sapendo che il suo governo, non eletto da nessuno, non ha matematicamente la maggioranza in Parlamento. Sappiamo che era tutto preordinato. Sappiamo che dietro a tutto questo ci sono Draghi, Visco e il Deep State che difendono gli interessi speculativi dei grandi Fondi internazionali e delle banche ma un Presidente della Repubblica che non riesce a garantire l’avvio di una legislatura, per la prima volta nella storia repubblicana, dovrebbe avere la dignità di ammettere il proprio personale fallimento e dimettersi. Fdi è pronta a tornare a votare per dare un governo alla Nazione che farà gli interessi del popolo e non delle oligarchie finanziarie o di Stati esteri.