L’inaugurazione della Silvio Pellico all’Esquilino arriva a conclusione di una vicenda lunga quasi 15 anni. È da tanto, infatti, che la scuola media venne chiusa dal Comune, con il pretesto che non aveva i soldi per ristrutturarla. Rutelli decise perciò di affidarla all’università, che l’avrebbe ristrutturata a sue spese, con la prospettiva di riavere indietro l’edificio dopo 5 anni.
Niente di tutto questo è successo, l’università ci ha messo 10 anni per iniziare i lavori, e solo da pochi giorni la struttura è in funzione. E, naturalmente, di restituire al rione la storica scuola media, l’unica con palestra, teatro e campi sportivi in cortile, non se ne parla più. Veltroni annuncia, anzi, l’apertura di nuove sedi universitarie all’Esquilino, senza che nessuno lo abbia mai potuto decidere o discutere (ma tanto Veltroni è il “padrone” della città, non il sindaco).
Il rischio, molto concreto, è che l’Esquilino subisca un eccessiva concentrazione di sedi universitarie, con le solite conseguenze. Alleanza nazionale ha già proposto per la zecca la destinazione a sede della Biblioteca Civica Centrale, una struttura assente dal Comune di Roma, e che una grande città non può non possedere.
A corredo della visita, facciamo notare che questa mattina squadre del decoro urbano si sono premurate di ripulire dai graffiti la facciata della Silvio Pellico su via Ariosto, quella dell’ingresso principale. Peccato che abbiano lasciato i graffiti sulle vie laterali. Una volta di più, appare chiaro che l’intento del comune era solo quello di garantire una bella scenografia per il sindaco, non quello di ripulire davvero la città.

“Replicando al sindaco Veltroni non possiamo che commentare con amara ironia la presentazione del nuovo banco tipo per commercio ambulante. Usando una metafora, diciamo che dare il banco a chi deturpa la maggior parte delle strade vendendo merce di bassa qualità, quando non contraffatta, corrisponde a truccare una vecchia signora nel disperato tentativo di renderla avvenente . Veltroni la smetta di imitare il comico Crozza, cercando di schierarsi dalla pare degli operatori ambulanti – che devono essere messi in condizioni di lavorare onestamente ma senza contribuire a deturpare il centro storico – “ma anche” con i risedenti e commercianti che rivendicano il sacro santo diritto di difendere il territorio e la legalità. Ricordiamo infine al sindaco che la sua maggioranza governa dal ‘93, la smetta quindi di prendere le distanze da responsabilità precedenti che sono soltanto sue del centrosinistra. Attendiamo per martedì 13 l’assessore Rizzo in I municipio, per vedere quali saranno le clamorose novità che continua ad annunciare sui giornali”.

I provvedimenti adottati dalla giunta capitolina e commentati dal presidente del I Municipio, Lobefaro, sono assolutamente inutili. La questione del “suk” del centro storico va al di là dei diritti e dei doveri dei singoli ambulanti. È,infatti, in ballo la difesa della bellezza di Roma dall’orrendo urbano e il diritto dei romani di vedere strade e piazze libere da bancarelle e camion bar che vendono prodotti scadenti senza alcun controllo igienico – sanitario.

Sfidiamo, quindi, l’assessore Rizzo e il presidente Lobefaro a partecipare al consiglio municipale del 6 novembre per confrontarsi con il territorio e le associazioni di categoria, e ad assumersi la responsabilità politica di un cambiamento radicale che coinvolga anche Regione e Provincia per le rispettive competenze.

uali interessi, infatti, devono difendere Rizzo e Lobefaro se non quelli dei cittadini che li hanno votati?

Pur ritenendo positiva l’esperienza dei consigli tematici sul territorio, sono costretto a denunciare l’assoluta ottusità della maggioranza del I municipio che, dopo aver assistito a decine di interventi critici della cittadinanza sulla qualità della vita nel rione, non ha avuto meglio da fare che votare la propria mozione e chiudere il consiglio per evitare la votazione di quella presentata da Alleanza nazionale, il tutto tra le urla “vergogna” “vergona” dei residenti.
La mozione di An che chiedeva in modo definitivo un controllo permanente della sicurezza nel rione e nell’area di Colle Oppio con presidi quotidiani delle forze dell’ordine non è stato messa in votazione per approvare un atto molto più blando che prende dal testo dell’opposizione solo la parte degli estimi catastali e del ricalcalo dell’Ici.
Il consiglio di oggi – che proseguirà giovedì per la votazione dell’Odg di An – ha dimostrato il forte dissenso a cui è esposto il governo di centrosinistra del I municipio. Ora capiamo il motivo per cui il presidente Lobefaro – che non disdegna mai di far vedere la sua faccia sui giornali – ha preferito non essere presente di persona al consiglio.