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Lo spostamento dell’Uomo Vitruviano di Leonardo al Louvre è inaccettabile. Rappresenta un atto di vassallaggio culturale verso la Francia, dato che Leonardo è stato un genio universale ma italiano.
Raccogliendo l’appello di Italia Nostra, presenterò un question time in commissione diretto al ministro Franceschini in cui chiederemo chiarezza sulle modalità e il blocco immediato del prestito. L’opera è fragilissima e rischia di essere danneggiata, come indicato dai principali tecnici, per via delle incisioni di ricalco passanti sul contorno della figura.
Abbiamo denunciato più volte le opacità relative al prestito di Leonardo ai francesi, pilotate dalla gestione ombra del precedente segretario generale del Ministero. Si blocchi immediatamente questo attacco al nostro patrimonio nazionale.

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Il movimento 5 stelle getta la maschera. Da una parte malgoverna la Capitale con il peggiore Sindaco della storia repubblicana, dall’altra, messo alle strette, blocca la commissione per attribuire alla Capitale poteri speciali. Le grandi città nel mondo, come Berlino, Parigi e Londra, godono di poteri e fondi speciali, e Roma rimane indietro, nonostante la particolare funzione che ricopre e i grandi flussi turistici che la attraversano. Chiediamo che la Capitale sia valorizzata come merito, aumentando il perimetro delle competenze e attribuendo maggiori fondi.

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Con Francesca Barbi Marinetti e la prima copia del Manifesto futurista

Oggi è estremamente significativo che nell’anniversario della pubblicazione su ‘Le Figaro’ del Manifesto Futurista, alla Camera dei deputati Francesca Barbi Marinetti lanci un appello al Ministro Bonisoli per la realizzazione di questo archivio digitale . Come esponente istituzionale della commissione Cultura, raccolgo questo appello e presenterò una risoluzione chiedendo la firma di tutte le forze politiche perché credo che un patrimonio comune come quello del Futurismo e di Marinetti, eccellenza italiana, debba essere patrimonio di tutta la comunità internazionale.

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Calano gli ascolti, ma aumentano le gaffe: questa edizione bis del Festival di Sanremo targata Baglioni è cominciata nel segno dell’errore, del disguido, della gaffe. E passino pure i problemi tecnici patiti dalla veterana Patty Pravo, sul palco in coppia con Briga, che ha dovuto attendere un lasso di minuti sembrati interminabili, a lei come ai telespettatori, perché partisse la musica su cui andare a cantare. E passi pure che le prime esibizioni, guarda caso apparse sottotono, non si sono neppure riuscite a sentire con l’audio che copriva, sovrastandoli, i testi. Come pure ci sembra il caso di sorvolare sull’arrivo di Andrea Bocelli, salutato da Bisio, al suo arrivo sul palco, con un cenno della mano; ma quello su cui oggi – e non solo la politica – non si può proprio soprassedere è l’utilizzo strumentale di un palco per antonomasia nazional-popolare per monologhi radical chic dal sapore politically correct ma dal retrogusto decisamente amaro se considerato il contesto glamour e cachet generoso di chi dall’Ariston, già ieri sera al debutto, ha provato a strappare una risata arringando le folle…

Sanremo, Mollicone (FdI) stona «umanitarismo ben retribuito» di Bisio and co.

«Consideriamo Sanremo uno spettacolo nazional-popolare che va tutelato e rispettato. Ci dispiace quando questo diventa una tribuna per monologhi radical chic, di personaggi anche brillanti come Bisio e Baglioni, che fanno parte della cultura popolare, ma con una forma di umanitarismo ben retribuito. Ricordiamo gli ingaggi di Baglioni e Bisio, l’Italia è un paese libero e il diritto di satira e critica è garantito, ma sappiamo quanto questo buonismo abbia causato tragedie infinite tra sfruttamento e schiavismo, ha non a caso commentato poco fa all’Adnkronosil deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, capogruppo della Commissione Cultura e componente della commissione Vigilanza Rai, all’indomani della prima serata del Festival di Sanremo, commentando il monologo di Claudio Bisio su migranti. «Non c’è niente di più razzista della visione umanitaria e radical chic di una certa sinistra culturale, che vede gli africani non indipendenti e protagonisti del loro riscatto bensì servitori, maggiordomi dell’Occidente ricco», conclude Mollicone riferendosi poi al passaggio di Bisio sugli immigrati con «pentolone» a cantare «hakuna matata»…

Pollice verso ai Negrita, promosso a pieni voti «per stile, eleganza e contenuti» Cristicchi

E ancora: lo stesso Mollicone soprassiede, in qualche modo, sulle «défaillance» tecniche (tipo le scene vuote o il problema tecnico per Patty Pravo), cose che, sottolinea l’esponente di FdI, «visto il costo di gestione, non ci si aspetta da Sanremo, ma da trasmissioni più amatoriali. Certo può succedere, è imbarazzante che succeda a Sanremo con i costi tecnici dei service», ma può succedere… quello che semmai trova più inappropriato Mollicone, è che una canzone anche bella «musicalmente» come quella dei NegritaI ragazzi stanno bene, proponga un testo che il capogruppo della Commissione Cultura e componente della commissione Vigilanza Rai, all’indomani della prima serata del Festival di Sanremo dichiara di non condividere nella maniera più assoluta. «Non trovo romantico, ma profondamente drammatico esaltare il viaggio dei migranti come quello della speranza. Si tratta in realtà di un viaggio dello schiavismo». E allora, conclude Mollicone, mi aspetterei semmai che «qualcuno di questi gruppi progressisti proponesse una bella canzone contro i nuovi schiavisti che sfruttano i migranti e la popolazione africana vendendogli viaggi a caro prezzo e facendo morire centinaia di persone»… Infine, tra tante sottolineature in negativo, la disamina di Mollicone finisce con un plauso, indirizzato meritatemente a Cristicchi e la suo brano in gara al Festival, Abbi cura di me, che l’esponente di Fratelli d’Italia promuove su tutta la linea: «mi piace per stile, eleganza e contenuti».

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Il mio intervento in aula contro il decodificazione

Altro che Semplificazione, il provvedimento del Governo tende a spodestare i poteri del Parlamento, pertanto come Fdi vigileremo in commissione Cultura, articolo per articolo, che ciò non avvenga.

Il Governo è pronto ad attribuirsi deleghe in settori strategici attraverso il Ddl ‘recante deleghe in materia di semplificazione, riassetto normativo e codificazione’. Se tale notizia dovesse essere confermata c’è da preoccuparsi perché questo provvedimento ‘omnibus’ andrebbe – di fatto – ad esautorare il Parlamento. Nel Ddl sono compresi anche argomenti su cui, come Fdi, ci siamo impegnati a valorizzare come il comprato cultura, lo spettacolo dal vivo, i circhi e le fondazioni lirico-sinfoniche.

LA RIFORMA DELLA CULTURA DECISA CON UN DECRETO.

In particolare, per quanto concerne il Fus il ministro Bonisoli si era impegnato a fare un provvedimento di tipo parlamentare ma in realtà è accaduto tutt’altro: con il codice dello spettacolo stabilito come decreto il Parlamento darà solo un parere consultivo. In merito a questo come Fdi stiamo predisponendo una proposta complessiva sul Fus, che ci vedrà intervenire anche su quella del Governo, mentre sulle fondazioni lirico-sinfoniche ribadiamo il fallimento della legge Bray e la cacciata dei sovrintendenti che non hanno garantito il pareggio e la gestione trasparente della struttura, come avvenuto a Roma e Firenze”.

Difenderemo anche i circhi, i carnevali, l’arte equestre e lo spettacolo popolare.

“Per quanto riguarda i circhi stiamo lavorando con l’Ente Circhi per una ridefinizione del settore, a dimostrazione che i circhi stanno andando verso il benessere animale e i circhi europei, e che le prese ideologiche da parte del Ministro Bonisoli non sono più accettabili.

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«Il piddino Michele Anzaldi riporta dati Auditel sul Tg2 che non corrispondono alla verità pur di delegittimare l’ottimo lavoro svolto dal suo direttore Gennaro Sangiuliano. Con un’operazione scorretta e da perfetto falsario, Anzaldi bolla come fake news la crescita del Tg2. Ma di fake ci sono solo i suoi dati: come risulta dal confronto tra gennaio 2018 e 2019, il notiziario cresce in numeri assoluti e il Tg2 Dossier ha toccato anche il record del 10% di share. Anzaldi, quindi, la smetta di dare i numeri come faceva il suo quotidiano di riferimento: la Pravda».

Lo ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia e componente della commissione di Vigilanza Rai Federico Mollicone.

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«Il Tg1 e gli altri telegiornali della Rai dovrebbero realmente garantire il pluralismo nell’informazione in maniera scientifica avvalendosi anche degli strumenti come l’Osservatorio di Pavia e l’Auditel. Tra i leader politici, il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni è terza o quarta nel gradimento delle rilevazioni dei vari istituti di sondaggio, ma come presenza nel Tg1 è in ultima posizione. Anche prendendo in considerazione tutta la programmazione dell’informazione di Rai Uno, FDI è sottorappresentata non avendo adeguati spazi anche all’interno dei contenitori di informazione e di intrattenimento. Dall’Osservatorio di Pavia risulta, inoltre, che il partito più presente nei telegiornali è ancora il PD, cioè il partito che ha governato fino a poco tempo fa. Chiediamo al presidente della commissione di Vigilanza di garantire il pluralismo anche all’interno delle redazioni pur nel rispetto dell’autonomia della direzione».

Lo ha detto il deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone nel corso dell’audizione del direttore del Tg1 Giuseppe Carboni presso la Commissione di Vigilanza della Rai.

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‘Certo Saviano dira’ che ha ritirato la firma’

“L’arresto in Bolivia di Cesare Battisti ci riempie di gioia. Per noi è solo un crudele assassino che non deve avere nemmeno le attenuanti della militanza politica. Ha ucciso e rapinato per poi fuggire all’estero sicuro della protezione internazionale della sinistra al caviale dei salotti intellettuali italiani, francesi e poi brasiliani di Lula”. Lo ha detto Federico Mollicone (Fdi) sull’arresto di Cesare Battisti in Bolivia. “Ora, dopo averlo assicurato ad un regime carcerario senza sconti di pena, vogliamo le pubbliche scuse ai familiari delle vittime di Saviano, di Vauro e di tutti gli intellettuali e politici che nel 2004 sottoscrissero un delirante appello di solidarietà a Cesare Battisti. Certo Saviano dirà che ha ritirato la firma, pensate un po’ dopo soli cinque anni ed essere diventato famoso. Non conta. Quella firma resta indelebile segno di infamia”, ha aggiunto Mollicone.

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«Bene il sottosegretario al Mibac Lucia Borgonzoli che ha deciso di lasciare in Italia le opere di Leonardo preferendo la realizzazione di mostre nella nostra Nazione per il 2019, in occasione del 500esimo anniversario della morte del grande inventore, artista e scienziato italiano. Fratelli d’Italia per prima ha denunciato lo scandalo, con una interrogazione al ministro Bonisoli, del prestito prioritario da parte della Galleria Borghese del quadro leonardesco ‘Leda e il Cigno’ al Museo del Louvre anziché affidarlo all’Accademia dei Lincei nonostante questa ne avesse fatta per prima la richiesta e che è una delle prime eccellenze culturali italiane. Questo prestito, inoltre, era stato portato avanti da una direttrice che era stata sospesa e poi misteriosamente reinserita in servizio e che, tra i suoi primi atti, ha proprio sostenuto contro il parere del ministero il prestito di ‘Leda e il Cigno’ al Louvre. Basta carriere costruite sui prestiti delle nostre opere, chiediamo al ministro Bonisoli se non sia il caso di approvare una normativa di controllo interno per cui venga attuata una preferenza nazionale nei prestiti all’estero delle opere conservate in Italia».

Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in Commissione Cultura, Federico Mollicone.

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“Siamo lieti che dopo le nostre proteste, dall’account Twitter ufficiale della trasmissione ‘Blob’ siano finalmente arrivate pubbliche e doverose scuse al giornalista Alessandro Giuli. Bene, caso chiuso. Sia chiaro però che continueremo a vigilare sulla Rai affinché il cambiamento sia reale e simili fatti, che certo non fanno onore al servizio pubblico, non accadano più”.

Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia e membro della Commissione di Vigilanza Rai, Federico Mollicone.