Leonardo Sciascia

Leonardo Sciascia

Il 7 gennaio abbiamo ricordato i 100 anni dalla nascita di Leonardo Sciascia, con la conferenza stampa dal titolo “I 100 anni dell’onorevole Leonardo Sciascia”, tenutasi alla Sala Stampa della Camera dei Deputati e trasmessa su Radio Radicale.

Quella di Sciascia è stata una figura singolare: aveva la capacità di intuire da letterato quello che stava accadendo netta politica italiana. Sentì il bisogno di liberarsi dal vincolo, che un artista non può avere, dei partiti chiesa come il Pci. Scelse quindi il Partito Radicale per avere la libertà di parlare e fare le sue ricerche.

Visse abbastanza per assistere al crollo del Muro di Berlino (quando vene giù disse un laconico: “Mah…”), fu linciato per il suo notissimo editoriale sui “professionisti dell’antimafia” e dimostrò che l’affaire Moro (per citare un suo celebre libro) andava inquadrato nell’ambito della Guerra Fredda.

Sciascia intuì che la guerra fredda italiana è esistita, inserita nello scontro Est-Ovest mondiate e che anche l’affare Moro ne ha fatto parte. Fu un eretico della libertà, un cercatore e un inquisitore della verità. Certificò che oltre duemila italiani legati all’estremismo di sinistra andarono ad addestrarsi in Cecoslovacchia.

Grande scrittore dunque ma, soprattutto, un simbolo di libertà. Un simbolo della “sicilitudine”, che ha raccontato la sua terra e il proprio radicamento in opere meravigliose come “Il consiglio d’Egitto”, “Le parrocchie di Regalpietra” e “Gli zii di Sicilia”. Venne omaggiato anche da Borges, con cui ebbe contatti.

Credo sia riduttivo, e l’ho affermato durante la conferenza stampa per i 100 anni dalla sua nascita, definire Sciascia il Borges italiano, fatta salva la grandezza dello scrittore agrigentino.  Ha messo in luce il disfacimento dei valori etici, ha posto l’accento sulla politica che non deve essere arricchimento personale e ha manifestato la capacità quasi visionaria di prefigurare eventi e figure, per esempio in Todo Modo. Salvo poi a distanziarsi quando vide l’impressionante somiglianza tra il testo narrativo e la riduzione cinematografica, con il rischio di una strumentalizzazione per fini contingenti di politica (uno straordinario Gian Maria Volontè che sembrava in modo impressionante Aldo Moro).

 

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I 100 anni dell’onorevole Leonardo Sciascia

Category: Notizie
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