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Le linee guida date dal ministro Franceschini riguardo la gestione dei siti culturali del nostro Paese vanno sicuramente nella direzione giusta, ma non sono sufficienti per promuovere il nostro immenso patrimonio artistico. Consideriamo ridicolo, infatti, assegnare per bando solo 10 siti lasciando gli altri chiusi o in balia del sistema feudale dei Soprintendenti. Oltretutto, nella commissione valutatrice non ci sarà nessuno a rappresentare i privati.  Ricordiamo che per primi con “Roma segreta”, applicammo il principio di sussidiarietà al sistema cultura della Capitale d’Italia raggiungendo ottimi risultati, resi vani dall’incapacità della nuova amministrazione, guidata dal ‘disastro’ Marino che cancellò il bando triennale chiudendo di fatto 18 luoghi archeologici, compreso il Teatro Marcello. Tutti luoghi ora aperti solo su richiesta. Se Franceschini vuole fare sul serio lo dimostri. La valorizzazione delle ricchezze artistiche italiane, in un’ottica di sussidiarietà, è l’unica via possibile per rilanciare il turismo culturale e creare vera occupazione.

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Sussidiarietà, da Franceschini segnali deboli. A Roma, facemmo molto di più.

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