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Per chi mi segue da tempo, sa che mi sono interessato a lungo dell’annosa questione dell’Ara Pacis, e del contestato progetto dell’architetto statunitense Richard Meier, incaricato nel 1996 dall’allora sindaco di Roma Rutelli, di realizzare una nuova copertura per l’antico altare intitolato all’imperatore romano Augusto, che sostituì  la bella teca che negli anni Trenta fu costruita dall’architetto Vittorio Morpurgo. Ora finalmente dopo numerose polemiche, siamo giunti a una risoluzione parziale di questo progetto che prevede l’abbattimento parziale del muro esterno che separa l’Ara Pacis dal lungotevere, per un miglior dialogo tra la città e il fiume. A questo proposito, a gennaio 2009, è stata approvata in Giunta una delibera che prevede la realizzazione di un parco attorno al monumento. Ieri il sindaco Alemanno e l’architetto Meier si sono incontrati a questo riguardo proprio sul luogo in questione, e sono giunti alla conclusione dell’abbattimento parziale di questo muro in travertino, di cui sarà ridotta la quota in altezza. Il progetto condiviso tra Comune di Roma e Ministero dei Beni Culturali, consentirà quindi la pedonalizzazione dell’intera area che va da piazza Augusto Imperatore al Tevere con un parco. Personalmente ritengo che con la modifica e l’abbattimento del muro che impedisce la vista e oscura la facciata della Chiesa di San Girolamo dei Croati, si completi il percorso di riqualificazione  di piazza Augusto Imperatore. Questa modifica, tutt’altro che secondaria e non caratterizzante, permetterà finalmente alla piazza di dialogare con il fiume come era in origine e di far rivivere il vecchio Porto di Ripetta, valorizzandone i resti. Il giudizio negativo sulla teca e sulla sua presenza decontestualizzata e fuori scala all’interno della piazza rimane, come ha confermato in piena coerenza anche il sindaco, ma la sintesi trovata con il progettista dimostra anche il raggiungimento di quanto annunciato all’inizio del nostro mandato politico. Oggi in sede del convegno “Nuovi modelli di trasformazione urbana” all’Auditorium, ci sarà anche a questo riguardo la possibilità di un confronto fra le diverse  visioni dell’architettura contemporanea, l’importante è far emergere anche la partecipazione di chi ha messo sempre in discussione da un punto di vista scientifico e tecnico, le soluzioni urbanistiche proposte dalle cosiddette archistar. Il riferimento è alla presenza di personaggi come Leon Krier e Peter Calthorpe, teorici e fautori del movimento New Urbanism, e di Paolo Portoghesi, non solo archistar quindi, ma anche chi ha una visione della città policentrica e a dimensione più umana. Auspichiamo ora che l’Amministrazione realizzi un confronto sul futuro urbanistico della città, anche con architetti italiani e romani, che nulla hanno da invidiare ai loro colleghi vip. Quello di oggi quindi, è un convegno di grande prestigio internazionale, ma di valenza scientifica consultiva, perché ricordiamo a noi stessi e a tutti che l’unico luogo decisionale sul futuro urbanistico della città è l’aula Giulio Cesare, dove ogni delibera urbanistica deve essere votata.

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Ara Pacis, giù il muro della discordia

Category: Notizie
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