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Siamo all’ennesima puntata della fiction “Teatro dell’Opera”. E’ di ieri il comunicato da parte dei sindacati che afferma che, personaggi politici come il sottoscritto in qualità di presidente della commissione Cultura, Francesco Giro sottosegretario ai Beni Culturali,  e Umberto Croppi assessore alla Cultura, portino avanti un’operazione di demolizione della prestigiosa istituzione culturale capitolina, attraverso attacchi mediatici che gettano fango sul teatro e i suoi lavoratori. Voglio rispondere a tono a chi si permette di attribuirmi parole denigratorie che io non ho mai pronunciato. Sfido i due sindacati Libersind Confsal e Fials Cisal, a trovare una mia dichiarazione nella quale affermo che debbano essere licenziati i lavoratori dell’Opera o dove ne parli male. Le mie legittime prese di posizione hanno sempre riguardato la discutibile gestione economica e artistica del teatro, in particolar modo quella degli ultimi tre anni. Se c’è qualcuno che deve spiegare qualcosa sono proprio gli esponenti delle due sigle sindacali. Devono spiegare ai lavoratori, che loro dicono di voler tutelare ma che stanno danneggiando con prese di posizione isteriche e inspegabili, per quale ragione invece di aprire e sostenere la trattativa con il Governo nazionale che il sindaco Alemanno si è impegnato a portare avanti, si ostinano a difendere la sovrintendenza di Ernani. Non voglio aderire a quanto apparso su un noto e stimato quotidiano, tuttavia da un punto di vista meramente professionale, è inspiegabile che i sindacati difendano la controparte. E’ uno snaturamento dei ruoli e, tanto per usare una metafora, è come se un tecnico di scena volesse fare il cantante senza averne il talento ma solo grazie al sostegno di chi gestisce il teatro. E sappiamo bene che questo sarebbe impossibile. In realtà l’unica cosa che danneggia l’Opera è esattamente l’atteggiamento instabile degli scioperi a singhiozzo che, minacciano la messa in scena dei “Pagliacci” di Zeffirelli, l’unica opera dell’unico regista di questa stagione che meriterebbe di essere rispettata, valorizzata e tutelata rispetto alle altre. Auspico che qualcuno capisca e si arrenda all’evidenza dei fatti. Chi è uscito dal teatro la smetta di continuare a utilizzare qualsiasi mezzo per attaccare l’Amministrazione.  

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Teatro dell’Opera, a rischio “Pagliacci” di Zeffirelli

Category: Notizie
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