L’inaugurazione della Silvio Pellico all’Esquilino arriva a conclusione di una vicenda lunga quasi 15 anni. È da tanto, infatti, che la scuola media venne chiusa dal Comune, con il pretesto che non aveva i soldi per ristrutturarla. Rutelli decise perciò di affidarla all’università, che l’avrebbe ristrutturata a sue spese, con la prospettiva di riavere indietro l’edificio dopo 5 anni.
Niente di tutto questo è successo, l’università ci ha messo 10 anni per iniziare i lavori, e solo da pochi giorni la struttura è in funzione. E, naturalmente, di restituire al rione la storica scuola media, l’unica con palestra, teatro e campi sportivi in cortile, non se ne parla più. Veltroni annuncia, anzi, l’apertura di nuove sedi universitarie all’Esquilino, senza che nessuno lo abbia mai potuto decidere o discutere (ma tanto Veltroni è il “padrone” della città, non il sindaco).
Il rischio, molto concreto, è che l’Esquilino subisca un eccessiva concentrazione di sedi universitarie, con le solite conseguenze. Alleanza nazionale ha già proposto per la zecca la destinazione a sede della Biblioteca Civica Centrale, una struttura assente dal Comune di Roma, e che una grande città non può non possedere.
A corredo della visita, facciamo notare che questa mattina squadre del decoro urbano si sono premurate di ripulire dai graffiti la facciata della Silvio Pellico su via Ariosto, quella dell’ingresso principale. Peccato che abbiano lasciato i graffiti sulle vie laterali. Una volta di più, appare chiaro che l’intento del comune era solo quello di garantire una bella scenografia per il sindaco, non quello di ripulire davvero la città.

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Federico Mollicone sull’inaugurazione della scuola Silvio Pellico all’Esquilino

Category: Notizie
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